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LE VERITA’ DELLA STORIA CONTRO IL RAZZISMO DEI TREVIGIANI DI LORIA Il caso di Lorenzo Calò, che subisce violenze di bullismo per il solo fatto di essere meridionale nel profondo nord, è solo l’ennesimo effetto di un equivoco storico. Esso pone su di un fasullo piedistallo le genti settentrionali, a cui tutto è dovuto e consentito, e sotto quelle del sud, mal sopportate nell’emigrazione forzata ed immediate vittime di ogni slogan antimeridionale sparato dai mass media.
La munnezza campana diventa quindi l’occasione per bollare un bimbo della Terra di Lavoro, i cui genitori lavorano e consumano nell’ingrato ed opimo Veneto. Poca importano le scuse delle autorità quando il senso comune permette tali oscenità.
Si guarda alla spazzatura di Napoli e non ai rifiuti tossici che le industrie venete hanno con la corruzione portato in Campania; si guarda alla necessità che costringe la famiglia Calò a risiedere a Loria (TV) e non alla malaunità d’Italia che ha condannato il Sud ad essere la valvola di sicurezza della produttività del nord-est.
Il comune di Castelvolturno (CE) ha deciso di invitare Lorenzo Calò per rinsaldare le sue origini anagrafiche, il Movimento Neoborbonico farà altrettanto ma per spiegare i motivi veri del razzismo veneto al fine di colmare con i fatti il senso generico di orgoglio meridionale dichiarato dai familiari.
UFFICIO STAMPA |