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Chiesa gremita, grande e commossa partecipazione alla celebrazione religiosa organizzata per S.A.R. Ferdinando di Borbone dal Movimento Neoborbonico nella chiesa di San Ferdinando a Napoli. Presenti, tra gli altri, i delegati del Movimento di Buenos Aires, prof. Angelo Ciampi, della Lucania, dr. Antonio Boccia. Agli organizzatori sono pervenuti i saluti e i ringraziamenti commossi del Principe Carlo di Borbone, ancora in Francia. Articoli, tra gli altri, su Roma, Mattino, Secolo XIX. Segue discorso funebre del presidente De Crescenzo: A nome del Principe Carlo di Borbone, Duca di Castro, che mi ha telefonato poche ore fa da Nizza, ringrazio e saluto affettuosamente tutti i presenti. Ringrazio, nel contempo, anche i responsabili di San Ferdinando e il dr. Crisconio che ha reso possibile questa cerimonia. Il 27 dicembre del 1894 moriva ad Arco di Trento Francesco II di Borbone, l'ultimo re di Napoli.Si faceva chiamare “signor Fabiani” e solo quando le corti di mezza Europa arrivarono lì per i funerali, nell'albergo si resero conto che era morto un re, un vero re.L'umiltà, la discrezione, la riservatezza erano alcune delle qualità di Francesco II e sono state anche le qualità di Sua Altezza Reale Ferdinando di Borbone finito in Francia qualche giorno fa anche lui “senza far rumore”e per il quale siamo riuniti oggi in questa chiesa, la chiesa più amata dai nostri re, grazie al dr. Crisconio e insieme ai nostri delegati dalla Lucania all'Argentina.Tutte le volte che è stato tra noi, tra la sua gente, aveva avuto modo, poi, di dimostrare, quasi sempre commosso e con le lacrime agli occhi (così lo ricordiamo) un'altra delle qualità dei Borbone: un amore profondo e ricambiato per la loro terra, per la nostra terra. Così ci piace ricordarlo quando, nel 1984, fece seppellire i resti proprio di Francesco II a Santa Chiara, con le ampolle di vetro piene di acqua e di terra di tutte le province del Regno. Ci piace ricordarlo, qui, per queste strade accompagnato da migliaia di persone e di bandiere nel '94 quando, brindando insieme nel centro antico mi disse poche parole nel suo italiano timido: “Voi siete molto coraggiosi”.E siamo ancora coraggiosi, oggi, a continuare le sue e le nostre “battaglie” per la memoria storica, per la ricostruzione della verità storica, delle nostre radici e di un orgoglio ancora tutto da ritrovare e più che mai necessario di questi tempi. Quella stessa verità storica che nessun mezzo di comunicazione ha rispettato di fatto ignorando o cancellando la morte di quello che, se la storia fosse stata diversa e più giusta, oggi sarebbe stato l'ultimo re di Napoli, morto in Francia ma con Napoli nel cuore.E non abbiamo nulla da farci perdonare, allora, se ci definiscono e ci definiamo “nostalgici”, se tra la Napoli capitale mondiale del passato e la Napoli e che il Duca di Castro ha rappresentato fino alla fine in maniera degna e limpida e la Napoli di oggi, noi continuiamo a preferire la prima. Quella di un passato glorioso, lo stesso passato che con un percorso lento, difficile, lungo e che non può permettersi scorciatoie o ambiguità, stiamo cercando di ricostruire, lungo la stessa strada di quel riscatto tanto atteso durante la quale abbiamo avuto la possibilità di camminare con Don Ferdinando e, ne siamo sicuri, continueremo a farlo anche nei prossimi anni.
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