
LA DELIRANTE ENTRATA NELLA CAPITALE
Il grande Giacinto de' Sivo così magistralmente sintetizza
l'avanzata di Garibaldi tra Reggio e Salerno:
"Il Nizzardo, sendo
tutte le scene preparate, fè la sua miracolosa parte: egli innanzi, altri pochi
di lato, a drappelli, chi a piè, chi cavalcione a un mulo, chi su carri, chi in
barca con arme varie, sbevazzando per osterie, dormendo disseminati qua e là,
tutti inadatti a qualsiasi pugna. Arrivano Calabresi prezzolati, men valenti di
loro, buoni a correre, a farsi veder da lontano su creste di monti, a simular
fuochi di campi, a tagliar telegrafi, a trarre moschettate all'aria. Egli poi
appare sur un monticello, i soldati gli fan fuoco, ei retrocede, e manda il
parlamentario, il duce regio chiama consiglio, si dice circondato, licenzia la
truppa e sparisce. I soldati gridano tradimento, si sbandano, e si
raggranellano dietro ad altri battaglioni, ch'han stessa sorte. Con tal
reiterata commedia l'eroe s'appressò a Salerno, dove sarebbe finita, se la
reggia non l'aiutava."
Come
per entrare in Sicilia c’era stato l’accordo con le larve della mafia, per
accedere in Napoli è indispensabile patteggiare con quelle della camorra. |