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Associazione culturale Neoborbonica
L'orgoglio di essere meridionali

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Fenestrelle PDF Stampa E-mail

La fortezza di Fenestrelle è stata sempre adibita a carcere per prigionieri politici di qualsiasi tipo da parte del regno Sabaudo, ma l'evento per cui si è tristemente distinta è stato quello della prigionia (sarebbe meglio dire DEPORTAZIONE) di centinaia di migliaia di soldati del Regno delle Due Sicilie, all'indomani della cosiddetta unità d'Italia, che si tramutò in uno degli atti più aberranti contro dei prigionieri che siano mai stati registrati nella Storia.

Quanti di voi sapevano di questo evento? Ve lo dico io:nessuno. Il tutto è stato messo deliberatamente a tacere. Dopotutto loro sono i buoni, noi siamo solo Meridionali....

Ma purtroppo per loro, ho intenzione di parlarvi dettagliatamente di questa carneficina: certo non servirà a molto, ma se anche una o due persone in più sapranno di quanto è successo, di sicuro sarà per me un grande risultato.

Andiamo con ordine:

1860, le truppe piemontesi e garibaldine hanno occupato il meridione dando fine alla guerra e iniziando lo sterminio dei nostri partigiani (i "Briganti") e iniziando a depredare il nostro territorio delle sue risorse. Il fato dei soldati dell' ex esercito delle Due Sicilie è apparentemente incerto: come è di consuetudine in tutte le guerre, essi alla fine delle ostilità avrebbero dovuto essere liberati e rimandati alle famiglie, ma ciò che sta avvenendo non è affatto questo.

Decine di migliaia di soldati vengono caricati nelle navi a mò di animali, in condizioni igieniche precarie e, pigiati l'uno contro l'altro, vengono fatti sbarcare a Genova. Qui vengono indirizzati ai campi di detenzione dove vengono nutriti a stento con una brodaglia e un pò di pane nero e dove sono costretti a subire i peggiori maltrattamenti e le peggiori sevizie. In dieci anni ben 40.000 soldati Duosiciliani morirono di fame, di stenti e di malattia nelle "prigioni" Sabaude.

Ma questo è nulla rispetto a ciò che accadde a Fenestrelle (di cui sopra ne è raffigurata una parte): questa antica fortezza era destinata ad ospitare gli ufficiali e i sottufficiali dell'Esercito Borbonico, e questi uomini, che si rifiutarono per tutto il resto della loro vita di dichiarare fedeltà alla nuova "Italia",furono trattati in modo talmente disumano che le SS a confronto sembrano la Caritas.

Ai piedi dei prigionieri venivano legate delle palle di ferro del peso di 16kg(provate a camminare con le cavigliere, che peseranno massimo un kg o due, e poi mi direte... pensate cosa poteva essere questa palla di ferro), venivano fatti dormire all'addiaccio senza coperte o senza indumenti (non dimentichiamoci che Fenestrelle è in Piemonte)e venivano deliberatamente affamati e percossi dai carcerieri. Alla morte di un prigioniero (la cui vita media non superava i tre mesi all'interno della fortezza) il corpo veniva disciolto nella calce viva e i resti venivano gettati senza tanti complimenti dove capitava. Non una tomba, non una lapide, nemmeno una croce su cui i familiari potessero piangere.

Nulla.

A 140 anni da questa immane tragedia, soltanto qualche associazione di neoborbonici ricorda l'evento, mentre la stragrande maggioranza degli Italiani vede ancora Garibaldi come un eroe alla Superman e i Piemontesi come i liberatori della Penisola. Credo che questi poveri uomini, se fossero ancora vivi, la penserebbero diversamente, voi che dite?

Uno scorcio delle "suites" del lager destinate ai soldati. In locali come questi i soldati piemontesi gettavano i cadaveri dei defunti nella calce viva per distruggere i corpi

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