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ANCORA LOMBROSO E ALTRI (SCONTATI) DIFENSORI IN UN QUADRO SEMPRE PIÙ CHIARO PDF Stampa E-mail
File:Lombroso.JPG-Wikipedia

ANCORA LOMBROSO E ALTRI (SCONTATI) DIFENSORI IN UN QUADRO SEMPRE PIÙ CHIARO. Ogni tanto si ritorna a parlare (nostro malgrado) di Lombroso. Dopo le nostre proteste per le “celebrazioni” durante il Giro d’Italia, il senatore De Bonis ha chiesto la

chiusura del suo museo e le reazioni sono state tante. Tra le altre quelle di un movimento (“Torino tricolore”) con uno striscione ripreso da diversi giornali locali. Il torinesi tricolorati trovano “ignobile” quella richiesta perché il museo “racconta una storia anche se con tanti errori di valutazione, però è ciò che ha costruito l’oggi e che senza il passato non sarebbe comprensibile”. La tesi è chiara e sembra giustificare le discriminazioni di ieri legandole a quelle di oggi e dobbiamo ringraziare questo movimento che diverse testate definiscono “di estrema destra” per la sua forse involontaria “coerenza”. Quindi si ammette che quel museo si basa sugli “errori di valutazione” del suo “intestatario” e la tesi coincide con quella del museo stesso: “vogliamo fornire al visitatore gli strumenti per capire come e perché Lombroso formulò la teoria dell’atavismo criminale e quali furono gli errori che lo portarono a fondare una scienza poi risultata errata”. Al di là dei tanti aspetti macabri che colpiscono i visitatori (spesso giovanissimi), tra tanti resti umani e oggetti e strumenti vari legati comunque a tante sofferenze umane, da anni stiamo cercando precedenti storici e scientifici di personaggi o scienziati sostenitori di tesi folli e ai quali, però, siano stati dedicati musei per dimostrare che erano folli. Non ci risultano, ancora, per esempio, musei dedicati a IVANOV, il biologo russo che provò a creare un ibrido tra la specie umana e la scimmia, al THOMAS che iniettava litri di droga negli elefanti o a DEMIKHOV con i suoi cani a due teste… Cari tricolorati torinesi, è vero che i “musei non si toccano” ma di certi musei si ha il diritto e il dovere di discutere.
Nel 2009 feci scoppiare il caso-Lombroso nel 2009 inviando una lettera approvata, poi, dal sindaco Colacino e dal comune di Motta Santa Lucia per chiedere la restituzione dei resti del “brigante” Villella e da anni ripetiamo questi concetti. Lombroso fu all’origine di tanti pregiudizi antimeridionali e, secondo diversi scienziati anche attuali, di diverse tesi riferibili al razzismo nazista. “Pregiudizio e razzismo vero e proprio dilagano nella sua opera. C’è solo l’imbarazzo della scelta (e alcune pagine sono davvero imbarazzanti); non ha risparmiato le donne, le 'razze colorate', gli Zingari, gli omosessuali, persino gli Ebrei [...]. Lombroso sostenne poi l’inferiorità 'razziale, genetica, psicologica delle popolazioni meridionali. Non pochi esponenti della scuola lombrosiana aderirono al fascismo” (Rassegna Italiana di Criminologia, 2/2018). “L'influenza più forte sulla criminologia tedesca in questo periodo fu quella di un uomo che era morto anni prima: l'antropologo criminale italiano Cesare Lombroso. Gli scritti chiave di Lombroso, tradotti in tedesco alla fine del XIX secolo, modellarono i contorni della scienza emergente della criminal-biologia [...]. I temi razziali della biocriminologia fascista convergono anche nella criminalizzazione degli italiani del Sud” (Nicole Rafter, Criminology’s Darkest Hour; cfr. anche Gibson e Gangemi, 2018). Fu tutto questo Lombroso, fu anche questo Lombroso. Intanto qualcuno continua a non prenderne atto; intanto qualcuno si è battuto per anni per non restituire i resti del “brigante” Villella (se non fu brigante la sua deportazione e la sua umiliazione furono ancora più vergognose); intanto qualcuno continua a non rispettare chi associa quel razzismo alle discriminazioni antimeridionali iniziate per giustificare il massacro dei “briganti” nel 1860 e continuate con questioni meridionali mai risolte sempre perché è “tutta colpa del Sud e dei meridionali”; intanto qualcuno va a mettere quegli striscioni involontariamente comici davanti al museo contro i “talebani della storia (!). E tutto questo rafforza solo le nostre tesi e la nostra indignazione facendo anche crescere i nostri consensi…  P.S. Come mai i difensori accademici di Lombroso e i loro tristi e pochi ammiratori non prendono posizione contro quello striscione di estrema destra?
Gennaro De Crescenzo
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