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Home arrow Biblioteca arrow Testi consigliati arrow V.Gulì: Il Saccheggio del Sud

V.Gulì: Il Saccheggio del Sud PDF Stampa E-mail

Copertina

Vincenzo Gulì

Il Saccheggio del Sud

Editoriale Campania Bella, 1998.

Il Sud d'Italia ? in coma da 137 anni. Non muore e non guarisce, e ovviamente non riesce a fare una vita degna delle sue caratteristiche, simile a quella che altre nazioni della vecchia Europa (compreso il resto d'Italia) conducono alle soglie del terzo millennio.

Se i popoli dell'otto volte secolare Regno di Napoli avessero dato in eredit? a noi meridionali di oggi i colossali problemi che ci affliggono in campo economico - sociale, gli attuali abitanti delle nostre terre dovrebbero accettare con mansuetudine e gratitudine il loro destino.

Dovrebbero accontentarsi di avere un livello di vita inferiore a quello del Nord, meritarsi le continue ammonizioni sul loro presunto scarso senso civico, emarginare chi ? ancora troppo "sudico" per diventare "italiano", rallegrarsi per ogni figlio che emigra per potersi realizzare, ringraziare chi continua ad "aiutarci" dopo oltre un secolo di fallimenti, gioire di essere ammessi nella Comunit? Europea, anche se in coda.

Purtroppo per la maggioranza dei campani, dei siciliani, dei calabresi le precedenti supposizioni rappresentano un'indiscutibile - ancorch? amara - verit?. Disgraziatamente proprio questa maggioranza ? chiamata, oggi, a rappresentare il Sud a tutti i livelli economici, politici, intellettuali. Urge, pertanto, la rifondazione della classe dirigente del Mezzogiorno sotto il segno d'una cultura nuova, che sfati una volta per tutte i falsi miti risorgimentali, responsabili della creazione di generazioni e generazioni di "vinti".

Tale ? lo scopo perseguito dallo scrittore meridionalista Vincenzo Gul? nella sua ultima fatica Il saccheggio del Sud. Il libro, chiarisce infatti l'autore, ?spera ardentemente di scuotere l'animo della gente del Sud per farla destare con il racconto degli avvenimenti tragici del 1860/61. Il Regno delle Due Sicilie perse allora l'indipendenza e conseguentemente il rispetto, la dignit?, il diritto alla sua storia. Perse soprattutto la sua ricchezza che era il vero obiettivo delle lobbies di potere che aiutarono il Piemonte, mediante un vero saccheggio incominciato da Garibaldi nel Banco di Sicilia e completato dall'usurpatore V. Emanuele che, in varie fasi, rastrell? tutti i beni pubblici e privati del Sud sino a gettarlo in una crisi mai pi? risolta?.??

L'appassionata militanza di Gul? come vicepresidente dell'Associazione Culturale Neoborbonica, sodalizio volto alla ricostruzione della perduta memoria storica meridionale, gli dona una consapevolezza particolarmente acuta degli ostacoli che si oppongono alla corretta rivalutazione di quella memoria. ?Dal genocidio degli indiani d'America al ventennio fascista italiano, dalla guerra civile spagnola alla rivoluzione comunista in Russia, la storiografia ha compiuto recenti e notevoli revisioni dei giudizi dati a caldo, semplicemente dando spazio anche ad altre interpretazioni, quelle vicine agli sconfitti. Soltanto per il Regno dei Borbone di Napoli nulla ? stato praticamente concesso?.

Da qui l'esigenza di rendere giustizia alla dinastia di Carlo e di Ferdinando II e, attraverso di essa, alla stessa civilt? meridionale, che i nostri ma?tres ? penser hanno potuto mortificare, avvilire e rinnegare ma mai completamente cancellare dal DNA degli abitanti delle ex Reame. Meglio ancora se questa meritoria opera di riscatto culturale si compie sotto l'egida di una genuina visione tradizionalista: Giacinto de' Sivo rappresenta appunto il nume tutelare dell'opera di Gul?. Ogni capitolo de Il saccheggio del Sud si apre con una frase caratterizzante vergata dall'autore della Storia delle Due Sicilie, in omaggio a un vero uomo del Mezzogiorno che pat? ingiurie, carcere ed esilio per amore della verit?.

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