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GIU' LE MANI DA SAN FERDINANDO (COMUNICATO E FOTO SU "IL MATTINO") PDF Stampa E-mail
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GIU' LE MANI DA SAN FERDINANDO! VENERDI' 5 LUGLIO ORE 17.00, NAPOLI.  Venerdì 5 luglio ore 17.00, occupazione simbolica con le bandiere del Regno delle Due Sicilie della Chiesa di San Ferdinando di Palazzo, Napoli, piazza Trieste e Trento. L' Arciconfraternita di Nostra Signora dei Sette Dolori è proprietaria di una delle chiese più famose di Napoli: la chiesa di San Ferdinando di Palazzo alla fine di via Toledo, riferimento religioso per il popolo dei
Quartieri Spagnoli e per la corte borbonica. Proprio Ferdinando II promulgò nel 1841 lo statuto ancora in vigore e a quello statuto si appellano i membri della Arciconfraternita con oltre 200 confratelli esponenti della nobiltà e di antiche famiglie napoletane e spagnole. L'istituzione è laica fin dal Cinquecento e, guidata dal vicesuperiore, l'ex generale dei Carabinieri Maurizio Scoppa, ha affidato la gestione dei ricorsi all'avvocato Riccardo Imperiali di Francavilla, lo stesso che nel 2016 difese vittoriosamente la Deputazione del Tesoro di San Gennaro, altra istituzione antica e laica, in una vertenza simile. Nel 2018 il cardinale Sepe, arcivescovo di Napoli, ha varato una riforma delle Confraternite che prevedeva il nulla osta della Curia sulla nomina degli organi direttivi, il controllo dei bilanci ed il versamento di una quota dei redditi delle Confraternite alla Curia ma la riforma non è mai stata recepita dall'assemblea di San Ferdinando. In attesa degli esiti legali, i Napoletani seguiranno la questione anche perché si tratta della difesa di un pezzo importante della storia della città stessa: il grande Pergolesi scrisse per la Confraternita lo Stabat Mater e la chiesa ha ospitato cerimonie importanti nel corso dei secoli sia per le famiglie più famose che, di recente, per gli artisti napoletani. Una battaglia, allora, non solo legale o ecclesiastica ma anche in difesa di tradizioni e memoria. Comitato per la Difesa dell’Arciconfraternita di Nostra Signora dei Sette Dolori

ARTICOLO SU "IL MATTINO"

 


 
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