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3 OTTOBRE 1839/2018: LA PRIMA FERROVIA ITALIANA E QUEI RUDERI VERGOGNOSI PDF Stampa E-mail

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3 OTTOBRE 1839/2018: LA PRIMA FERROVIA ITALIANA E QUEI RUDERI VERGOGNOSI…  Il 3 ottobre (un giovedì) del 1839 fu inaugurata a Napoli la prima ferrovia italiana, la Napoli-Portici. Ovviamente nessuno può e vuole tornare indietro nel tempo ma in un Paese normale e civile i resti della prima ferrovia italiana sarebbero
stati conservati, valorizzati e utilizzati anche turisticamente ed economicamente. Quei ruderi abbandonati sono un simbolo di quello che non si è fatto a Napoli e nell’ex Regno delle Due Sicilie e rappresentano una vergogna per i politici nazionali e per quelli locali (anche quelli attuali che parlano di Napoli “autonome”). Quando noi, invece, parliamo di Memoria, Orgoglio e Riscatto parliamo anche di questo e soprattutto ne parliamo per i nostri giovani. Quelli che, magari, dopo 179 anni, riusciranno a capire che il futuro della nostra terra passa per il nostro passato… Ecco a cosa potevano e potrebbero servire i nostri antichi primati di cui qualcuno (in buona o in cattiva e fede, idiota o complice colpevole) vorrebbe ancora (inutilmente) cancellare il ricordo.   
QUALCHE NOTIZIA STORICA: altro che “svago del Re”…  Solo in ottobre 57.779 persone avevano percorso la linea Napoli-Portici; 28.000 nei primi giorni di novembre, addirittura 15 milioni fino al 1857. I lungimiranti Borbone avevano preferito le vie del mare a quelle ferroviarie (vantavamo la prima flotta mercantile italiana, tra le prime al mondo) ma i progetti di Francesco II (alcuni -esaltati anche da Cavour- prevedevano l’espansione verso l’Adriatico) furono interrotti nel 1860. Dopo 150 anni le linee ferroviarie del Sud sono nettamente più arretrate di quelle del Nord con città ancora senza stazioni, abbondanza di binari unici e nessuna prospettiva di Alta Velocità.  E c’è ancora qualcuno che parla (male) dei Borbone…
Gennaro De Crescenzo


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