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POLITICANTI E STORIA PDF Stampa E-mail

Interessante querelle sul giornale ROMA tra un politicante che parla senza dosare le parole e il nostro presidente De Crescenzo:

Gentile Direttore,

poche parole da girare eventualmente all’on. Giulio Di Donato che in suo articolo sul Roma del 6/6/08 parla di Berlusconi come di un “neogaribaldino giunto a Napoli a liberarci dal vecchiume neoborbonico”.

 

Senza entrare nel merito delle colpe di classi dirigenti del presente e del recente passato (di cui Di Donato era esponente di spicco) che hanno oggettivamente ridotto la città e la regione nella situazione che abbiamo oggi, purtroppo, davanti agli occhi, l’on. Di Donato, evidentemente, conosce poco alcuni passaggi della nostra storia. Napoli capitale mondiale di un regno ricco solo di primati positivi, diventò, dopo l’arrivo di Garibaldi e dei piemontesi conquistatori, esempio di primati solo negativi in un “trend” destinato a restare tale fino ad oggi. Qualche esempio: da prima potenza industriale d’Italia diventammo una “questione”; da prima città italiana per numero di teatri e di giornali pubblicati fummo trasformati un una delle tante province di un regno lontano e ostile (oltre 18.000 “prigionieri politici” solo a Napoli e centinaia di migliaia di “briganti” massacrati in tutto il Sud in pochi mesi); da terza potenza commerciale in Europa il nostro porto si trasformò in punto di riferimento essenziale per la partenza di milioni di emigranti aprendo una pagina tragica di una storia mai conosciuta prima e non ancora terminata. Magari la nostra fosse ancora una città “neoborbonica”! Magari fosse stata governata in tutti questi anni dai vecchi Borbone così legati al loro popolo e alla loro terra e non da  politici che hanno fatto sistematicamente gli interessi loro o dei loro partiti ma mai quelli della loro gente.

 

 Prof. Gennaro De Crescenzo, presid. Movimento Neoborbonico

 

 

 

 


Risposta sul Roma del 9/9


Gentile direttore,

non pensavo di suscitare tanto scalpore neoborbonico col mio articolo di sabato che non si occupava né di risorgimento e tantomeno dei Borboni ma solo dell'ignavia degli amministratori locali sul tema rifiuti nonostante l'impegno lodevole del cav. Berlusconi.

Temo dunque di essere stato frainteso e mi scuso col professor De Crescenzo, presidente del Movimento Neoborbonico che ha preso cappello ed ha scritto una risentita lettera a difesa della dinastia. Ripensandoci il professore ha ragione perché il paragone tra gli ex comunisti d’oggi e i Borboni di ieri può risultare irriverente per i Borboni, naturalmente [...]


 

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