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Associazione culturale Neoborbonica
L'orgoglio di essere meridionali

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Quel particolare su Re Carlo III PDF Stampa E-mail
Non so quanti ci abbiano fatto caso, ma la linea della trasmissione era già bell'e tracciata fin dalle sue prime sequenze: quelle riguardanti Re Carlo III; uomo "nordico" e con accento nordico che, ereditato un Regno allo sfascio, a causa del malgoverno spagnolo (e questo, purtroppo, è vero; così come è vero per il Ducato lombardo di manzoniana memoria), si dà da fare per trasformarlo in uno degli Stati più progrediti dell'epoca.
Poi, da Ferdinando I Re "Lazzarone" delle Due Sicilie in poi, la lenta ma inesorabile decadenza morale, politica, civile non solo del Regno, ma anche del suo Popolo; il quale perviene al massimo degrado nel recente passato postunitario, come impietosamente rimarcato e suggerito dalle terribili sequenze filmiche dedicate alla strage di Capaci.
Ecco, mi pare che la trasmissione degli Angela possa essere letta anche in tal modo: una delle più interessanti entità politiche ed economiche dell'Italia preunitaria giunge ad alti livelli di civiltà, industrializzazione, raffinatezza grazie a un sovrano "venuto dal nord" (come il "re galantuomo") e poi, a causa dei suoi successori troppo "napoletanizzati" finisce in una bolla di sapone.
Il perché di tutto questo?... Semplice: dalle terre dell'ex Regno delle Due Sicilie stanno venendo segnali sempre più inquietanti: segnali di risveglio, di presa di coscienza, di insofferenza, che chi è al potere interpreta come forieri di future possibili azioni separatiste. Bisogna, quindi, dare un contentino a 'sti rompi... di Neoborbonici che, se continueranno così, porteranno alla rovina di quelli che ora se la passano bene; e bisogna, al contempo, continuare a far passare (in maniera subliminare) nella coscienza degli incauti telespettatori, l'immagine di un Sud passivo, indolente, malavitoso e incapace di reggersi sulle proprie gambe.
Bisogna che l'oleografia risorgimentale e postunitaria vada rinverdita nell'odierno "vulgo disperso che nome non ha" (cioè, negli attuali abitanti della penisola italiana); ma senza offendere apertamente gli ex regnicoli più avveduti (che cominciano a essere un considerevole numero), ai quali è necessario far ingoiare il rospo sotto forma di dolce pillola. Gli altri, invece, continueranno a sentirsi in colpa per aver avuto i natali da genitori borbonici; e a fare, quindi, il gioco di chi comanda.
Insomma, non si è capito? Cominciano ad avere paura! Paura di perdere consenso nel popoloso e intelligente Sud; paura di vedersi, prima o poi, presentare il conto da un Popolo che sta faticosamente, ma caparbiamente e inarrestabilmente, tornando sulla scena della Storia; paura di essere estromessi dalle stanze del potere; paura di diventare essi ciò che è oggi il Sud; paura delle nostre capacità, potenzialità, versatilità; che se malauguratamente dovessimo cominciare a non esportare più da loro, come avviene oggi a causa della diaspora postrisorgimentale, determinerebbe la loro (catastrofica) fine.
In considerazione di ciò, quindi, ritengo più che mai opportuno prendere in considerazione l'idea di creare un partito capace di imprimere un nuovo e salutare corso alla stagnante e squallida realtà rappresentata dall'ormai asfittico e sterile panorama politico di un'Italia ormai allo sbando.
Mi auguro che il 14 Ottobre non passi invano!
VESTINUS
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