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Associazione culturale Neoborbonica
L'orgoglio di essere meridionali

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4) DEL RE: Se la unità del 1860, fu il sommo male per il sud, è semplicistico pensare che la secessione è il sommo bene per il sud. Potrebbe avere senso solo se il sud arrivasse a quell' appuntamento reggendosi sulle proprie gambe, e questo richiede ancora del tempo, al contrario se alla seccessione si arrivasse senza la capacità di autogoverno, cadremmo nel caos e ci ritroveremmo in breve con i caschi blu in casa....

 

Sono d’accordo.

La mia paura è sempre stata quella che una “separazione” a cui non siamo pronti ci metterebbe in condizioni peggiori di quelle in cui ci precipitò la cosiddetta unità. La storia ci ha insegnato che chi si è separato dallo stato di cui faceva parte, nei primi decenni successivi al distacco, in genere, ha sempre pagato molto cara la raggiunta libertà. Con le forze spurie che ci ritroviamo in casa, poi, il timore di diventare come qualche paese del centro America (almeno a giudicare dall’immagine che  ce ne viene data dai media) è forte.

 

5) La libertà di cui necessita il sud è anzitutto quella economica, che passa per la massima occupazione e la fine della emigrazione. La libertà politica è una conseguenza.

 

Ho un dubbio: come si fa a raggiungere la libertà economica (da cui, afferma Del Re, scaturirebbe poi quella politica) se politicamente non abbiamo valenza alcuna?

Come è possibile raggiungere la libertà economica se gli epigoni della politica che portò alla cosiddetta unità hanno gli stessi interessi (e lo stesso potere) di coloro che l’unità la fecero? Il fatto stesso che ci sia interesse a mandare quaggiù il rampollo dei savoia a fare altri tour, la dice lunga sul presunto sopraggiunto “disinteresse” dei poteri del nord nei riguardi del Sud.

Libertà economica prima di quella politica? Mi sembra impossibile.

 

Occorre preparare, un po’ alla volta, una classe politica sensibile a questi temi, sensibile agli interessi del Sud duosiciliano, in grado, un po’ alla volta, di orientare la politica  verso quei passi che porterebbero alla libertà economica del Sud.

Questa classe politica deve avere ben chiare le idee sulla natura e le cause del problema. Diversamente non si va, a mio avviso, da nessuna parte. Il ministro Fioroni, parlando della centralità che, nei curricola scolastici, torneranno ad avere materie come l’italiano e la storia, ha detto che ciò è necessario perché… capire gli eventi del secolo scorso – cioè il ‘900 –  è passo fondamentale per comprendere il presente …con tanti cari saluti al Popolo meridionale, alla sua rivalsa nei confronti del risorgimento del nord e agli stessi  Salvemini e Gramsci, figli del sud e uomini della sinistra, che tanto lucidamente fotografarono gli effetti sul sud della rinascita tosco padana .

 

È inevitabile che, in una fase di transizione si facciano mezzi passi, passi anche falsi, forse pure qualche passo indietro, ma tutto passa dalla conoscenza e dalla consapevolezza del Problema Sud che è un problema nato con l’unità.

In questo senso, e solo in questo senso, mi sembra accettabile il termine attendista usato da Francesco del Re: bisogna attendere che i tempi siano maturi (ma lavorare, nel frattempo, affinché maturino).

 

6) … Solo la rivoluzione di internet ha permesso ai neoborbonici di uscire dalle catacombe della storia, ma internet da solo non è sufficiente per competere con la carta stampata, ed influenzare il grande pubblico.

 

Anche qui il piccolo passo di avere chi crea un’opinione contraria a quella falsa e dominante torna utile. Ci vorrebbe, però, anche qualcuno che, dall’interno delle Istituzioni, convertito alla verità storica, sia in grado di operare, con dei passi più o meno grandi, affinché nelle scuole, su mass media di notevole impatto sulla società passi anche la versione corretta della storia risorgimentale e, così facendo, prepari il terreno al cambio di politica.

Prima il cambio culturale, poi quello politico  - economico. Il lavoro di questo qualcuno è reso però più facile se, da parte dei fruitori di questi servizi (scuola e media), c’è un interesse ad avere la verità. E questo interesse c’è se si lavora, anche con mezzi poco potenti, in questa direzione. Le cose vanno di pari passo.

 

7) Il sud è popolato ancora da troppi "collaborazionisti per la pagnotta", per tentare il cimento di un partito politico meridionale apertamente neoborbonico; non escluderei però una partecipazione dei neoborbonici a titolo personale alle liste civiche dei piccoli comuni, almeno per farsi una esperienza politica sul campo, da far valere poi in tempi migliori per il "partito che verrà" e per iniettare nel territorio i sani germi dell' orgoglio meridionale e dell'autostima sociale.

 

Sarebbe utile per il punto precedente.

 

Credo che questa “guerra” sia, come tutte le guerre, fatta di tante battaglie condotte su più fronti.

Nessuna, da sola, può portare al D – Day tanto agognato del riscatto del Sud.

 

Penso sia necessario ancora un grande e LUNGO lavoro di preparazione culturale che crei una cultura neoborbonica, non oso dire dominante (ma lo spero), capace comunque di penetrare in tutti gli strati della società e di influenzare, così, sia la scelta della massaia sia quella del magnate e del politico di turno (che dovrebbe, però e nel contempo, essere stato già affiancato da “nostri” politici, politici culturalmente preparati le cui scelte diventano via via più vicine agli interessi VERI del Sud.

 

Credo che la politica dei piccoli passi pagherà molto.

Piccoli segnali ci sono già. Chi vende (dentifrici o informazioni) ha l’obbligo di in-seguire il consumatore: se questi rifiuta, accoglie male (parliamo di grandi numeri, non di singoli acquirenti) il prodotto fatto in qualche modo in dileggio alla sua cultura e al suo credo, obbliga indirettamente il “produttore” a vestire i panni del rispetto per quella cultura, per quel “credo”. E questo fa il gioco della Causa.

 

Nell’ottica delle molte battaglie e dei numerosi fronti credo anche che un’esperienza politica diretta, ispirata al neoborbonesimo,  possa tornare utile ma non la vedo decisiva. Credo, anzi, che  se condotta male, potrebbe arrecare danni all’immagine stessa del Movimento neoborbonico.

 

Futuro.

(“Fanteria” neoborbonica)

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