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Il brigantaggio fu anche banditismo PDF Stampa E-mail

 

Sull'ultimo numero di "Qui Touring" ? stata pubblicata una lettera che ha per oggetto il fenomeno del "brigantaggio" e che di seguito riportiamo.

Lasciando i commenti ai nostri simpatizzanti, ci teniamo a riportare la risposta del cav. Giovanni Salemi indirizzata a tale rivista.

L.D.

 

Titolo: il brigantaggio fu anche banditismo.

Testo: "Il servizio sulla Basilicata "il ritorno dei briganti" pubblicato sul numero di dicembre 2004 di Qu? Touring ? stato molto interessante e con ottime foto, idoneo a presentare le bellezze delle regioni interne dell'Italia meridionale.

Ma ritengo che gli avvenimenti storici siano stati presentati in modo abbastanza parziale.

E' vero che il brigantaggio da parecchi anni a questa parte ? stato oggetto di una  lettura revisionista, peraltro mai del tutto assente fin dai primi anni dell'unit? , tuttavia presentare il tipico brigante meridionale come una sorta di Robin Hood significa falsare la verit?  storica. Sul brigantaggio esiste una vasta documentazione negli archivi che  presenta i briganti per quello che furono: i tragici epigoni di un banditismo secolare che per la prima volta trovarono sulla loro strada gli uomini portatori degli ideali della nuova Italia, pensata sulla base di ordinamenti costituzionali e di garanzie liberali.

E ricordo il ruolo fondamentale della Guardia Nazionale, organizzata da forze liberali locali, il cui contributo fu determinante nel successo delle forze dell'esercito regolare".

Firmato : Enrico Padula, Roma.

_____________________________________________

Gentile dr.Berchi,

mi rivolgo a Lei in quanto direttore responsabile di "Qui Touring".

Il mio nome ? Giovanni Salemi, abito a Capua in via Gran Priorato di Malta, 3 con telefono (omissis).

Sono socio vitalizio del Touring dal 1930 con tessera n? 0984380: fui iscritto come tale da mio padre e conservo tutte le pubblicazioni che all'epoca erano inviate ai soci ed ancora raccolgo qualcuna delle pi? recenti oltre, naturalmente, alla rivista mensile "Qui Touring".

"Forte" di tanta anzianit? di iscrizione, mi permetto di scrivere questa lettera che esula dall'argomento che costituisce l'oggetto della attivit?  del Touring e me ne scuso.

Nel numero di maggio 2005, a pag. 36, ? pubblicata una lettera  scritta dal sig. Enrico Padula di Roma, che, riferendosi ad un servizio sulla Basilicata pubblicato nel numero di dicembre 2004, esprime un giudizio negativo su quel fenomeno storico che fu il cosiddetto brigantaggio, sviluppatosi nel Sud d'Italia dopo il 1860.

In effetti con tale giudizio viene conferita la qualifica di delinquente comune dedito alla grassazione, alla rapina, al sequestro, all'omicidio e a quanto altro di peggio pu? immaginarsi a tutti quelli che, davanti ad un mutamento forzato di ci? che erano gli usi, i costumi, il modo di vivere e di pensare di tutto un popolo,in breve davanti alla perdita della secolare indipendenza del loro stato regolarmente riconosciuto nel novero degli stati europei, ad opera di una vera e propria invasione operata da forze regolari ed irregolari, reagirono e reagirono nel nome della loro fede e del loro re.

Il sig. Padula (mi  sembra un cognome meridionale) oltre a ricordare "gli uomini portatori degli ideali della nuova Italia" ed a citare il ruolo svolto dalla Guardia Nazionale, dimentica che pi? che di ideali si trattava di idee pratiche portate avanti dalle baionette piemontesi e che la  Guardia Nazionale in supporto alle forze armate piemontesi svolse rigorosissima azione di repressione nei riguardi delle popolazioni, specie contadine, del Sud: bastava un graduato qualunque per ordinare una fucilazione o anche peggio!

Cose che oggi sarebbero giudicate come crimini di guerra.

Questi uomini, e anche donne, che erano pastori, contadini, soldati sbandati, ufficiali, gentiluomini, borghesi, artigiani, ecclesiastici, furono detti, in modo dispregiativo, briganti, ma pi? giusto sarebbe stato e, a maggior ragione lo sarebbe oggi, definirli insorgenti.

Di testi che trattano l'argomento ce ne sono e ce ne sono tanti. Qualche esempio: "La conquista del Sud" di Carlo Alianello; "il brigantaggio dopo l'unit? " e "la mala unit? " di Salvatore Scarpino e ancora altri.

Chiedo ancora una volta scusa per aver trattato argomento non turistico ed esprimo sin da ora il mio grazie per la pubblicazione su "Qui Touring" che spero vivamente venga fatta: anche il mondo dei turisti e dei viaggiatori ? bene che sappia qualcosa della storia nazionale "vista dall'altra sponda".

Molte cordialit?          

Giovanni Salemi

 

 

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