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UN'EMERGENZA ORDINARIA PDF Stampa E-mail

Per capire il fenomeno, a prima vista,  tutto meridionale dell’emergenza rifiuti,non si può prescindere da alcuni dati che ci apriranno gli occhi e la mente.

Dai dati del rapporto Ecomafia 2007 stilato da Legambiente si evince che il giro di affari questo anno ha toccato la cifra record di poco meno di 23 miliardi di Euro!

Partendo da questo dato,si può capire il giro di interessi da parte della mafia e della camorra, le pressioni sulla politica e sugli amministratori per non risolvere il problema. Sono cifre talmente grandi che mettono  brividi alla schiena.

E’ proprio la Dia,la Direzione Investigativa Antimafia, che ci illustra  come questo giro di affari sporchi,basati sulla sistematica trasgressione delle principali norme di sicurezza per il trattamento e lo smaltimento delle sostanze nocive ,tossiche e pericolose per l’ambiente e per chi ci vive, a darci il quadro desolante degli intrecci tra politici , imprenditori senza il benché minimo scrupolo,amministratori locali e gli esponenti di spicco dei clan mafiosi e di camorra che gestiscono questi affari. La conseguenza di questi traffici ed intrecci non è solo quella di arricchire chi li gestisce,ma è soprattutto l’avvelenamento e la distruzione dell’ambiente,con conseguenze apocalittiche per l’essere umano e l’ambiente in cui vive. Il triangolo dei veleni in provincia di Napoli,tra i comuni di Qualiano,Giugliano e Villaricca, è la zona che rischia la catastrofe ambientale,gli abitanti di questi comuni sono ostaggio di  questi clan, che continuano imperterriti a bruciare ogni sorta di rifiuto.

Già nel 2001 “Lo Spettro” denunciava: ” Puntuale, come volevasi dimostrare, siamo di nuovo in emergenza per lo smaltimento dei rifiuti.  Una situazione al collasso che parte dal 1994, anno in cui la Regione è stata  commissariata proprio per fare fronte al difficile momento che viveva tutta la Campania rispetto ad una politica organica di smaltimento dei rifiuti. L’unica soluzione a cui prima si ricorreva, erano unicamente le discariche, che producevano affari miliardari e su cui la camorra aveva allungato le mani……..A quasi sette anni dall’emergenza rifiuti, non solo il problema non è stato risolto, ma se non ci fosse stata la discarica di Giugliano, a quest’ora la città di Napoli sarebbe ancora sommersa dai rifiuti ….Ma  ora, se  l’emergenza continua come se nulla fosse, è anche perché i  vorticosi giri miliardari che ci sono attorno a questo grande affare, la rendono appetibile sotto tutti i punti di vista. E allora non solo le discariche non sono state chiuse, non solo le società che operavano privatamente nel settore sono per lo più nella gestione dell’affare, (rientrate per lo più sotto forma di società di trasporto), ma il carrozzone del commissariato di governo si è appesantito con 6/7mila persone (Lsu, formazione e lavoro e ex discariche) che assorbono la parte più consistente del bilancio del commissario Facchi e che alla fine sono diventati il vero nodo attorno a cui si muove  tutto il carrozzone messo in piedi con l’emergenza rifiuti……Un carrozzone che di fatto è servito a riciclare tutti  quei privati che per anni hanno gestito il settore tra polemiche, denunce e arresti  per situazioni compromettenti. In alcuni casi veri e propri sodalizi legati ai clan criminali per gestire il business dei rifiuti. Una situazione che oramai è fuori dal controllo di chiunque, perché in nome dell’emergenza si chiudono gli occhi sulla  effettiva natura di alcune società che  stanno gestendo l’emergenza, soprattutto nel settore dei trasporti e nella gestione dei siti di stoccaggio dei rifiuti.   E il commissariato di governo funziona da grande mamma che protegge tutti. Anche per questo nessuno parla, pochi denunciano, solo quelli che sono rimasti fuori dal grande business……….Basterebbe controllare i formulari in possesso di ogni società  per risalire a questo raggiro. Un grande truffa ai danni dei cittadini che  sono chiamati in queste settimane a partecipare alla raccolta differenziata che dovrebbe ridurre la quantità di rifiuti dopo la separazione Un’altra grande illusione, perché la maggior parte di essi finiscono in ogni caso nelle discariche. Insomma un grande imbroglio per i cittadini, e un grande affare per gli operatori del settore, sempre gli stessi degli anni scorsi, quelli che una volta erano in odore di camorra e che oggi invece, sono diventati, grazie al commissario Facchi, persone angeliche senza macchia e senza peccati. Buoni solo per fare i soliti affari.”

A volte ci dimentichiamo delle cose del nostro recente passato,ma questa denuncia di sei anni fa ci dava già un quadro esatto della situazione,parlando già allora di gravi ritardi di un emergenza iniziata ben 13 anni fa,il che ne fa oggi un’emergenza “ordinaria”

La cosa che più di ogni altra ci deve far riflettere è che di fronte a questi problemi,a questa gestione folle dal punto di vista politico e amministrativo,gl uomini che erano stati chiamati a gestire la cosa pubblica,non solo sono gli stessi,ma caso anomalo in situazioni del genere,sono stati anche premiati dall’elettorato. Infatti l’allora Sindaco di Napoli Bassolino è stato pure eletto Presidente della Regione Campania,sicuramente per i meriti acquisiti sul campo…..

Questo ce la dice lunga su come vadano veramente le cose e questa tendenza si riscontra i tutte quelle Regioni con una forte presenza mafiosa.

I nostri amministratori ce li scegliamo noi con il nostro voto,così è successo che abbiamo deciso di premiare chi in tutti questi anni,come minimo si è dimostrato inetto a gestire simili problemi,fino ad arrivare a sommergere la nostra Capitale di mondezza..

Altro paradosso è che prima la gente, mobilitata dal brillantissimo ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio dimostrava contro la costruzione degli inceneritori , oggi invece incendia i cassonetti per le strade provocando sotto le abitazioni delle emissioni di diossina che provocano un danno ecologico cento o mille volte più grande.

Da uno studio del CNR è risultato che nel territorio di Acerra,un’area abitata da circa 500 mila persone, c’è un indice di mortalità per tumore al fegato ogni 100.000 abitanti è di 35,9,mentre in Italia la media è di 14.L’indice è superiore di 7 punti alla media nazionale per leucemie,malformazioni del feto e cancro alla vescica. Su questa zona doveva sorgere il termovalorizzatore,che avrebbe consentito la bonifica di circa 500 ettari ,che oggi sono una bomba ecologia ad orologeria, che i dati del CNR confermano essere già innescata. Invece politici e amministratori gettarono benzina sul fuoco,aizzando una vera e propria rivolta popolare contro la costruzione dell’impianto,che oggi sarebbe già in funzione  e avrebbe sicuramente consentito di avviare i lavori di bonifica nella zona.

C’è da dire che questi impianti consentono anche di ricavare un profitto dalla trasformazione e combustione dei rifiuti ad emissioni pressoché nulle.Infatti il termovalorizzatore consente anche la produzione di una certa quantità di energia elettrica da redistribuire nella rete e di acqua calda per il riscaldamento delle abitazioni.

I cittadini di Bassolino pagano una super tassa di 400 Euro sull’emergenza rifiuti,da anni. Dove sono finiti tutti quei soldi se nulla è stato fatto?

 

Dobbiamo chiederci dove sta la coscienza dei Duosiciliani,delle persone per bene,quale è il nostro ruolo in questa vicenda. Noi che ci commuoviamo sotto la bandiera delle Due Sicilie,simbolo di quel Regno,il cui l’amore per la patria,per le bellezze naturali,per quelle terre così belle ed accoglienti (ne aveva fatto meta di visitatori da tutto il mondo,avviando e inventando  l’industria del tuirismo) e per il popolo napoletano era la linfa vitale che aveva consentito a questa nazione di essere tra le prime potenze europee,non possiamo rimanere indifferenti a questo grido di dolore. Non possiamo permettere che anche il nostro consenso sia stato e continui ad essere utilizzato per avvelenare ed uccidere  noi stessi ,i nostri figli e i nostri nipoti. Prima con l’unità d’Italia ci hanno regalato Garibaldi e i Savoia, che ci hanno spogliato di ogni ricchezza, poi ci hanno costretto ad abbandonare le nostre terre senza prospettive,poi ci hanno tolto il nostro futuro,strappandoci i nostri giovani più validi,costretti a cercare fortuna altrove. Ora ci costringono ad avvelenare, con le nostre stesse mani, noi e i nostri figli. Non possiamo più accettare passivamente di farci uccidere senza reagire, senza nemmeno provare a lottare. Come potremo continuare a guardarci allo specchio, sapendo un giorno di dover rispondere ai nostri piccoli, che ci chiederanno conto di avergli consegnato un paese distrutto,delle città devastate anche dalla nostra indifferenza,dalla nostra inedia. E’ necessario prendere una posizione forte e decisa,dobbiamo far capire alla gente che non si può più sottostare a questo scempio senza muovere un dito. Dobbiamo dare coraggio all’indignazione e continuare nell’opera di risveglio delle coscienze del popolo duosiciliano. 

Don Paolo

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