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Associazione culturale Neoborbonica
L'orgoglio di essere meridionali

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Napoli ancora nelle mani dei giacobbe PDF Stampa E-mail

Chi Viva ? Viva 'O Rre!

Napoli ancora nelle mani dei giacobbe

(ma la provincia neoborbonica resiste)

Negli ultimi tempi ci sono state delle importanti manifestazioni per le Due Sicilie, dimostrazioni concrete di senso identitario, volontà di esserci a guardia della fede duosiciliana .

Si è parlato di “miracolo” a Bitonto, a Locri, in molti abbiamo gioito per l’incontro dei borbonici sul confine tra lo Stato Pontificio e quello nostro Napolitano, copiosa è stata la presenza a S. Nicola per l’inaugurazione della sede neoborbonica di “Terra di Lavoro”, una lunga, costante adesione dei figli delle Due Sicilie per le province che furono di don Carlo e discendenza, una forza quasi militare, una gioiosa macchina da guerra neoborbonica  che ha spesso dato l’idea del ritorno dell’esercito della Santa Fede capitanato da don Ruffo .

Già la Provincia, il confine, e Napoli….

Beh Napoli è ancora assediata, fortemente assonnata sia la nostra grande capitale sia i suoi figli,Napoli è la capitale che non risponde al “grido di dolore” , attanagliata dalle tante “intelligenze” siano esse giacobine giustificate naturalmente in questo caso, ma assopite innanzitutto sono risultate quelle menti, quei figli che si proclamano filo napolitane, borboniche, duosiciliane, addormentate e piene di se, assenti, forse inesistenti, bravi solo a tavolino,o su di un foglio ma poi nulli in caso di necessità, stendiamo un velo pietoso sulla situazione perché da queste mancanze si intuisce facilmente il motivo di tanto vuoto, di tanta inconsistenza di  Napoli.

La deposizione di fiori sulla stele di Portosalvo alla Marina di Napoli ha visto la presenza di una ventina di persone,bandiere al vento, uomini fieri ed orgogliosi, alcuni dei quali erano venuti addirittura da Milano, da Modena,altri dalle Puglie, da “Terra di Lavoro” e dalla provincia napoletana, S. Giorgio, Portici, alla commemorazione si notava un solo napoletano dico uno solo!!!

Dunque è questo il popolo di Napoli  che vuole ridare fiato ed orgoglio all’antica capitale?

Un solo uomo, stiamo a mio sommesso avviso ‘ngujati e non poco.

Penso che ci sia da fare una vera cernita e buttare a mare tutti quelli che si proclamano “capi”, “leader”, “paladini” perché se il risultato è quello che si è scorto ieri non c’è speranza di ripresa, Napoli è morta di nuovo ieri, non per colpa dei Giacobbe ma per latenza di chi si proclama suo difensore,spero che al prossimo “proclama”, “comunicato” dei napoletani che si riempiono  la bocca di napoletanità, duosicilianità, meridionalità si possa vedere tra le loro oramai inutili righe la parola “ho sbagliato, chiedo venia”, ciò naturalmente non accadrà perché la considerazione che queste mezze cazzuole hanno di se stessi è paritetica alla vergogna che dovrebbero provare. Vergogna!!!!

La provincia naturalmente ha riscattato il tutto subito dopo, a Nola sul Castel Cicala, in massa come formiche silenziose ci siamo ritrovati sulle mura che ospitarono Ruffo ed i suoi calabresi, già… ancora la provincia, una girandola di colori e suoni che ha abbracciato la serata ed i convenuti, facce fiere, canti, tarantelle , tutto come in un sogno, l’appartenenza, l’identità quella vera stavolta, quella fatta di sangue ed orgoglio, di uomini e donne duosiciliane, che magari hanno pochi pensieri “poetici” ma una forte volontà di legame  alla terra, alla nazione, alle radici alle Due Sicilie. La festa duosiciliana terminava sulle note della Carmagnola che accompagnava un’ attore che interpretava Fabrizio Ruffo di Calabria che al popolo presente  per tre volte chiedeva “Chi Viva ? “ ed il popolo borbonico fiero e felice gridava  “Viva ‘O Rre”.

Forza e onore

dechristen

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