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Home arrow Le tue lettere arrow Le tue lettere arrow RIFIUTI? NAPOLI E' 10 ANNI AVANTI.

RIFIUTI? NAPOLI E' 10 ANNI AVANTI. PDF Stampa E-mail

Non poteva non succedere alla città più grande di questo martoriato Sud Italia.
Non passa giorno che in TV non si vedono le solite parole di scandalo ed indignazione nei confronti dei napoletani, per come viene gestita la mediatica operazione del problema rifiuti.

Disgustato dallo sciacallaggio televisivo e giornalistico, deluso dai soliti politici incompetenti ed arraffoni, provo allora ad infilare il dito nella piaga e dire ciò che i nostri amministratori si guardano bene dal fare, quando la loro ignoranza istituzionalizzata non glielo impedisce:

Il sistema capitalistico e la globalizzazione non funzionano!
E Napoli lo sta dicendo a tutti.

Le immondizie sono i resti "immondi" di questo capitalismo terminale che a Napoli ed in tutto il Sud non ha preso ne potrà mai prendere piede (per via delle Tradizioni che il popolo meridionale si porta appresso da millennni) se non per i suoi lati peggiori come la disoccupazione ed i rifiuti, appunto.

La politica si nasconde dietro l'altologia delle telecamere e dei giornali e detta legge e da indicazioni con i suoi guantini vellutati e giammai si andrebbe a sporcare le manine andando a rovistare tra i rifiuti per capire di che si tratta questa immonda immondizia.

Eppure non è difficile, lo possiamo fare tutti.
Ecco il contenuto di uno dei tanti cestini che si possono trovare nelle nostre famiglie:

2 confezioni di cartone di succhi di frutta prodotti in emilia romagna
4 bottiglie di plastica di acqua naturale prodotti in trentino
3 latte di pomodoro prodotti in emilia romagna
7 bicchieri di plastica prodotti nel veneto
3 buste di plastica del supermercato
3 lattine di coca cola prodotte in veneto
5 pile esauste prodotte in cina

il tutto compreso di imballaggi vari e materiale imballante.

Come si potrebbe risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti con un atto politico e senza costruire alcuna inquinante discarica e pericoloso inceneritore?
Semplice.

1)Proibire per legge l'acquisto di merci da paesi lontani, privilegiando l'acquisto locale, soprattutto se si tratta dello stesso prodotto.

Ciò comporterebbe l'abbattimento degli imballaggi, della plastica e dello scatolame necessario per il trasporto integro di un prodotto proveniente da lontano, senza considerare il risparmio del prezzo del carburante, che alla fine ricade sul consumatore.


2)Eliminare per legge la plastica ed il cartone tornando dove possibile al vetro.

In tal modo non sarebbe nemmeno necessaria la raccolta differenziata e si tornerebbe al caro vecchio "vuoto a rendere" quando i contenitori di vetro venivano ritirati dal produttore per essere rimessi sul mercato.

3)Educare i nostri figli a consumare meno di quei inutili prodotti, di cui faremmo volentieri a meno, e che vengono insistemente pubblicizzati da una sempre più subdola ed ingannevole televisione.


Tornando al nostro caro cestino, ecco cosa troveremmo se fossero applicate queste leggi:

2 bottigliette di vetro di succhi di frutta
4 bottiglie di vetro di acqua
3 bottiglie di vetro di pelati
3 bottigliette di vetro di coca cola

Ed il resto?

Le pile devono essere per legge esclusivamente ricaricabili e non usa e getta, mentre le buste di plastica della spesa dovrebbero essere di tessuto, anch'esso riutilizzabile.

Morale della favola?
Nelle nostre case non si produrrebbe praticamente spazzatura se non pochi residui a maggioranza scarti alimentari, buoni però a produrre il terriccio che fertilizza i nostri campi.


Ci tengo a precisare però che quanto scritto, a prescidendere il problema dei rifiuti, è in realtà un percorso obbligatorio che dobbiamo compiere in ogni caso.

Perchè è necessario risollevare e rivalutare la nostra economia meridionale.

Perchè il petrolio, che fino ad oggi ci ha consentito, grazie al basso prezzo, di produrre plastica in quantità industriale, di trasportare ad un costo minimo dei beni prodotti a migliaia di km di distanza, presto non sarà più disponibile per tutti, sia per la quantità che si riduce sempre di più, sia per la difficoltà di estrazione, come è noto, nei paesi mediorientali sempre teatro di guerra.

saluti
Davide
Mario
Comitato Neoborbonico della Lombardia

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