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Associazione culturale Neoborbonica
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   Cari amici, 

si torna a parlare, come ogni anno, dell’emergenza rifiuti a Napoli. Noi diciamo la nostra denunciando questo schifo, (sulle cartoline non si vede mai, dovrebbero mettercela, ormai fa parte del panorama) i tg dicono la loro lasciando intendere che si sta correndo ai ripari, i politici dicono: tutto và bene, madama la marchesa, anche S.E. il Card. Sepe vuole mobilitare i ragazzi degli oratori. Nessuno però intende scoperchiare la pentola. Si sussurra un’ormai antica e stantìa parola: camorra….

Vietato parlare di camorra, ossia l’intreccio politico economico di questo enorme affare, in tv e su giornali baciapile. Tore ‘e Crescienzo era un chierichetto rispetto ai camorristi di oggi.

Ho visto ed ho le fotocopie di documenti fideiussori per milioni di euro, per trasportare la monnezza made in Naples in Germania e non sono aziende napoletane. E io pago…La Germania trasforma la monnezza in energia elettrica che noi ricompriamo…ed io pago. A Napoli, il Comune chiede ed ottiene dai cittadini la tassa sui rifiuti…e lui paga. Insomma si arricchiscono in molti con questa spazzatura.

Verrebbe quasi da pensare che è giusto così. Eh sì, scusate, se non ci fosse tutta questa monnezza a Napoli, l’apparato economico della Campania come potrebbe girare? Quelle aziende che trasportano i rifiuti dovrebbero licenziare, il Comune incasserebbe di meno e non potrebbe fornire gli splendidi servizi che dà ai napoletani, non potremmo ricomprare quella spazzatura trasformata in energia elettrica. Senza parlare degli ammalati che vengono ricoverati a centinaia nei vari ospedali a causa delle malattie, derivanti dall’accumulo davanti alle case degli abitanti: ragazzi…la monnezza è una cuccagna per tutta questa gente. ‘O Governatore deve mantenere un ufficio di rappresentanza a New York e gli serve un milione di euro all’anno: chi paga? Glielo possiamo negare? Un ufficio da un milione e passa di dollari a New York ce l’hanno tutti…

Ogni anno, a fine maggio, c’è l’usanza per i napoletani andare all’ospedale p’’a munnezza,

ognuno l’addà tenè ‘stu ricordo, ognuno addà passà chisto guaio…avrebbe detto Totò.

Azz…pure il Napolitano napoletano ha detto qualcosa: c’’a ditto? Mi pare che abbia parlato il solito politichese. Scommetto che se gli si chiede in un orecchio: - Presidè, che facimmo cu ‘sta camorra?

Risponderebbe: - Ah, sì, certo, il mio gabinetto ha provveduto ad allertare la prefettura, la questura, i sindacati, gli ospedali, la Chiesa della Madonna del Carmine…

Almeno quel fetente di Leone, napoletano massonico doc cantava: chi ha avuto ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato ha dato, facendo intendere al popolo bue: cavoli vostri, io me ne fotto!

E noi cosa facciamo? E che c’entriamo noi? Noi ne stiamo parlando…

 

Giuseppe  De Gennaro

         Milano

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