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Associazione culturale Neoborbonica
L'orgoglio di essere meridionali

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Per il Sig. PETRELLA FRANCESCO - Sud ed Agricoltura PDF Stampa E-mail

Gentile Sig. Francesco Petrella,
le scrivo approfittando del punto di domanda con cui lei chiude la sua precendente lettera per risponderle con il mio modesto pensiero, contribuendo a quanto ha già scritto in maniera efficace ed illuminante, il compatriota Sig. Posillipo.

In effetti anche io prima di aderire in maniera entusiastica al coraggioso progetto "CompraSud" mi chiesi quali fossero i veri vantaggi dell'iniziativa.

Le confermo, come lei ha detto, che i prodotti meridionali spesso sono più costosi, ma da emigrante al nord come lo è lei, posso confermare che comunque e per fortuna, non è cosi' per tutti i prodotti.

Lei sa, da buon meridionale, anche se sono ormai 50 lustri che abita al nord, che i prodotti meridionali(per la maggiorparte prodotti di origine agricola) sono di qualità infinitamente superiori rispetto a quelle del nord o dell'estero.

Dipende a questo punto con quale prospettiva si va al supermercato:
se si va per risparmiare si comprano prodotti del sud america, del cile, del brasile, se si va per comprare la qualità, la scelta non può che cadere sui prodotti meridionali.

I prodotti meridionali hanno il miglior rapporto qualità/prezzo, ecco perchè meritano l'acquisto.

D'altronde, anche io come lei sono d'accordo sulla necessità di risparmiare, so benissimo della grave crisi economica(o meglio recessione) che sta colpendo il nord e le persone si stanno letteralmente togliendo il pane dalla bocca per tentare disperatamente di mantenere uno stile di vita dignitoso.

Il vero problema, a mio modo di vedere, sta nelle Lobby che controllano la Grande Distribuzione, impongono agli agricoltori meridionali, per nulla tutelati dal Governo Italiano, a vendere i loro prodotti a prezzi stracciati ("..altrimenti compriamo in Marocco!")

Gli accordi presi all'epoca dal ministro Agnelli, che abbattevano le tasse doganali sulle importazioni agricole marocchine in cambio dell'eliminazione delle tasse doganali per l'esportazione dei trattori FIAT nel paese maghrebino, ancora gridano vendetta.

Giusto per fare un esempio, il famoso pomodoro di Pachino viene venduto ai Signori del Centri Commerciali per l'infamante cifra di 25 centesimi al chilo mentre poi viene venduto nei centri commerciali del nord fino a 5 euro al chilo!

Non pensa Sig. Petrella che sarebbe più corretto fare almeno 1 euro di guadagno a testa?
Le imprese agricole meridionali avrebbero la possibilità di mettere in regola i propri dipendenti ed il consumatore del nord comprerebbe un prodotto di qualità ad un prezzo decisamente onesto.

Tuttavia sono certo di poter affermare che questa Globalizzazione è ormai agli sgoccioli perchè ha dimostrato di portare solo fame e disoccupazione, svalutando e svilendo ciò che per l'uomo è stato da millenni un settore fondamentale e di primaria importanza: la propria agricoltura.

Per quanto riguarda il problema del "razzismo" ha la sua importanza fino ad un certo punto, il vero nemico è a mio modo di vedere, quella cricca di criminali massonici che ha preso il potere nel 1861 e che governa questa penisola con la scusa e facendosi garanti dell'Unità d'Italia.
Questi Signori non hanno ideali di Patria (d'altronde la massoneria è per sua natura Globalizzante), sono del Nord ma non sono per il Nord.
Dopo l'Unità d'Italia si volle favorire il nord solo per motivi meramente strategici.
Lo dimostra il fatto che adesso è il nord in preda allo smembramento economico e questi Signori non stanno alzando un dito.

Per finire, lei si dimostra molto sicuro sulla stabilità della sua azienda e mi auguro che sia sempre così.
Lo stesso non possono dire quelle migliaia di persone(tra cui anche meridionali) che hanno visto le proprie ditte chiudere e trasferirsi in un paese dell'EST.

Non è forse quel pezzetto di terra che i loro nonni meridionali gli hanno lasciato al paese, l'ultima carta da giocare per non morire dalla fame?

La saluto ringraziandola per aver aperto questo dibattito, nella speranza di vederla presto nel nostro movimento.

Davide
Comitato Neoborbonico della Lombardia.

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