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Cara Eleonora, pardon, cara Maria Antonietta PDF Stampa E-mail
Cara Maria Antonietta

Oggi ho appreso da un TG nazionale della scomparsa di Maria Antonietta Macciocchi, nome che ai più non dirà sicuramente nulla. Ebbene la giornalista scomparsa è autrice di un controverso lavoro letterario che, se oggi non condivido affatto, a suo tempo mi indusse ad approfondire e comprendere i fatti che costituiscono la  storia di quello che fu il nostro stato. Grazie a quella ricognizione -secondo i punti di vista dell'autrice ovviamente-, intesi, ventenne, le pretestuose dinamiche che hanno indotto -in epoche a noi prossime- gli accademici napolitani ad assimilare, per affinità elettiva, figure equivoche come La Fonseca e Serra di Cassano  ai riferimenti filosofici cui si dicono continuatori (Giannone, Genovesi, Galiani, Vico, Filangieri, Pagano).
Mi divertì tanto leggere gli attacchi della Macciocchi alla dirigenza del prestigioso Istituto per gli Studi Filosofici, attacchi non determinati dalla mancata condivisione dell'assunzione, nel calderone del contesto illuministico, dei novantanovini, bensì, perché era lei che vedeva negli accademici -sostenitori della scuola filosofica napolitana- degli "aggregati" al barcone della rivoluzione  fallita.
Come a dire: non siete voi accademici a legittimare "noi", filo novantanovini, semmai siamo noi a concedere, con magnanima benevolenza, un poco di legittimità alle poco pragmatiche elucubrazioni vostre (e dei vostri predecessori).
In pratica, l'eroina della Macciocchi era La Fonseca, e i gregari erano Filangieri & co. Ma, il dato tristo era che mai ribellione venne mossa al ruolo fesso, offerto dalla "Parte" che rappresentava la defunta giornalista, agli accademici, ovvero, "siete solo pittoreschi e panzuti chiacchieroni, divertenti quanto inutili".
Uno spunto per il mio spirito critico nacque in quell'occasione: "Possibile" mi dissi "che i nostri illustri padri debbano essere rappresentati da coloro che accettano di promuoverli quali gregari degli arrivisti del '99 ?". "Possibile che nessuno abbia mai saputo dire che I nostri eminenti filosofi e giuristi furono usati per avvalorare ideologicamente un opportunistico agire?"
Evidentemente ciò che premeva, e preme, agli accademici dell'Istituto è quel piccolo ruoletto che gli è stato riconosciuto, ciucciandosi, in cambio, pure qualche messa in ridicolo che non lede poi troppo il piccolo giro di parruccati convegni, di dotte analisi e "ardite" assimilazioni  ai "riconosciuti" coevi dei nostri maestri. Assimilazioni che nessuno, ovviamente, smentisce ma che, ugualmente, nulla determinano e,  nulla possono determinare, se (circolo ermeneutico) si accetta che il loro ruolo è quello di corollario alla fallita rivoluzione.
Ma, a questo va aggiunto, corollario di una fallita rivoluzione, sostenuta ideologicamente dalla Macciocchi che, a sua volta, era una signora dottamente ideologica quanto ampiamente ignorata sostenitrice di un fermento che, in buona o mala fede, mosse dal meridione ( senza entrare nel merito del "per opera di chi?") e, proprio per ciò, assolutamente irrilevante nelle vicende storiche d'Italia. Che poi, è Stato assolutamente irrilevante nelle vicende storiche europee a partire dal '600 in poi.
Dunque, facendo un riepilogo:

Può trarre giovamento il grande Filangieri -riferimento giuridico e amicale di Francklin, il quale      innumerevoli volte lo interpellò per la stesura della carta costituzionale americana-
se lo stesso viene considerato

1) corollario degli arrivisti squilibrati del '99

2) .che furono i rivoluzionari di una parte di paese che -per la storia ufficiale- non ha mai espresso nulla di rilevante

3) ...in un paese che  ha ruolo marginale nel contesto europeo

4) ...di un'Europa che, a sua volta, rappresenta solo il passato del mondo occidentale.

Alla povera Macciocchi, riconosco oggi un solo merito argomentativo, quello di aver contestato ai napoletani l'affezione dimostrata agli invasori piemontesi nelle elezioni post belliche del '46.
Questo proprio mi pare un bell' argomento, che è un po' quello che, per estensione, si può applicare a tutte le popolazioni italiche, ovvero, la capacità di affezionarsi a chiunque gli elargisca un pugno di riso; a chiunque gli paventi la possibilità di deresponsabilizzarsi del proprio destino dicendo di farsene carico -"facite fà 'a mme"-. In pratica, a tutti 'e Rrè che passano (ca era sempe na festa); a tutte 'e Musulline (ca quanno ce steva isso lasciavemo 'a porta aperta -cu 'a casa vacante- ); a tutte l'Achille Lauro (ca te regalava 'e scarpe doppo l'elezione e, intanto, distruggeva 'o Vommero); a tutte 'e Bberluscone (ca, divurziato 'e guerrafunnario, fa 'o cunservatore cattoleco e se porta tutt' 'e rezorse a Nord 'e ce fa emigrà, mo, comm' 'e cient'anne fa ).

Cara Eleonora, pardon, cara Antonietta, Dio abbia in gloria la tua anima ma eri proprio una mezza sòla.

Salvator Rosa
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