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Associazione culturale Neoborbonica
L'orgoglio di essere meridionali

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Alessandro, nella sua Risposta sulla coesione, ha scritto:

 

Siamo come briganti nascosti nelle campagne. Loro al tempo dell’unità d’Italia avevano dei leader. Ninco Nanco,Crocco ecc ecc.. sono stai grandi però pure perirono, perché erano da soli senza una figura forte che li comandava. Il nostro ultimo re Francesco II non era forte come il padre e di più non poteva fare per tanti motivi.

Credo che noi siamo ancora “troppo soli”: i mass media, quelli che contano, quelli che fanno grandi ascolti, quelli che fanno opinione, non sono con noi. Non è con noi anche una certa intellighenzia e, soprattutto, non sono con noi (né lo saranno mai) certe Forze di potere quelle che, poi, alla fine, manipolano e condizionano tutto nel loro interesse (al nostro, del Sud, contrapposto): mass media, intellighenzia e quell’opinione pubblica, quella massa che, più di tutto, a noi ancora manca perché non sa. A noi, oltre che il mezzo istituzionale, il Bulldozer, il Grande Megafono che serve per raggiungere la massa manca, a ciò che affermiamo nelle nostre “comunicazionicomunque fatte,  l’imprimatur dell’ufficialità, quello che da solo dà, a ciò che viene comunicato, automatico alone di veridicità e credibilità. Noi dobbiamo convincere con il ragionamento. Altri lo fanno semplicemente parlando da un libro di testo, da una cattedra universitaria e poco importa la contezza di quanto affermato. Chi meglio di noi può saperlo!? 800 tra sarti, falegnami, medici e contadini eroicamente “travolgono”, non sconfiggono, che già sarebbe strano, in quel di Calatafimi, 1.500 regolari dell’Esercito Borbonico….!!!!!!! E tutti ci credono perché lo trovano scritto nei sussidiari delle elementari e persino nei testi universitari!!!!

Noi, con le nostre forze, piccole praticamente  ma grandi moralmente, possiamo contribuire a spostare, un po’ alla volta, il baricentro delle forze in gioco dalla nostra parte ed abbiamo, tra gli altri, un mezzo grandissimo per farlo nelle occasioni non da noi create: loro, in queste occasioni, è come se dicessero che il cane ha morso l’uomo … e noi ne approfitteremo per dire che è l’uomo che ha morso il cane. Non avremo il loro megafono, ma avremo qualcosa che, pur senza i grandi mezzi che loro hanno, fa più scalpore. Faticherà a farsi strada, ma si farà strada.In questo modo credo che un poco alla volta si allargherà la base del consenso popolare alla “nostra” causa, che è, poi, la causa del Sud: ad un certo punto sarà giocoforza creare un partito capace di sottrarre voti a quelli esistenti i quali, per non perdere consensi, dovranno venire alla … Canossa dei nostri desideri, delle nostre legittime aspirazioni (…e forse qualcosa di simile sta già accadendo).I media, quelli che non hanno padroni potenti (e disattenti al mercato) né in imprenditori né in forze di stato che li controllano, vanno dove l’opinione pubblica – acquirente e che fa audience – li spinge. Se non c’è un’ opinione pubblica orientata in senso filo borbonico, nessun grande media parlerà bene dei Borbone e, giustamente, male dei Savoia (tanto più se c’è chi spinge in senso opposto).Se il giornale A parla dell’argomento X e vende copie, dovrà, prima o poi, farlo anche il giornale B per non perdere lettori.Noi, lungo questa linea operativa (fatte salve, quindi, altre vie d’azione), dobbiamo solo creare e mantenere viva (come stiamo facendo, e alla grande) la scintilla che serve a spingere qualche media a parlare bene della nostra Causa. Altri se ne aggiungeranno in un processo a catena in cui l’effetto rafforza la causa trasformando il tutto in un circolo, per noi, virtuoso.Sarà allora che saremo entrati dove ora è difficile persino pensare di poter mettere piede.

Io la vedo così.

Futuro.

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