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Associazione culturale Neoborbonica
L'orgoglio di essere meridionali

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Esprimo il mio più vivo compiacimento PDF Stampa E-mail
Esprimo il mio più vivo compiacimento per il fatto che il compatriota Luca
Longo si sia ricordato di inserire anche  l'attuale Lazio meridionale nella
nazione napolitana. Mi dispiace dover scrivere che non tutti i compatrioti
si ricordano di noi. Fornisco un criterio per individuare i Comuni
dell'attuale Lazio meridionale che facevano parte del nostro Regno. In
provincia di Frosinone sono contraddistinti dal prefisso telesettivo 0776,
mentre i Comuni ex pontifici sono contraddistinti dal prefisso 0775. In
provincia di Latina il prefisso 0771 connota i Comuni ex regnicoli, mentre
lo 0773 precede i numeri degli abbonati al telefono dei Comuni ex pontifici.
Vi ricordo che anche numerosi Comuni dell'attuale provincia di Rieti erano
ricompresi nell'Abruzzo e, quindi, nel nostro Regno, ma non sono in grado di
fornire un criterio di individuazione di questi ultimi.Vi rammento che
ancora esiste pressoché intatta la linea che segnava il confine fra il
nostroRegno e lo Stato pontificio. Tale linea è segnata da colonnette in
pietra alte oltre un metro, che furono poste a dimora nel 1846-47 e  recano
scolpite verso lo Stato della Chiesa le chiavi incrociate, simbolo del
Patrimonio di San Pietro, e verso il nostro Regno il giglio borbonico. Sono
in tutto circa 668 e sono numerate progressivamente dal Tirreno
all'Adriatico. La n. 1 si trova nei pressi di Terracina (che era pontifica)
alla foce di un canale. La n. 144 si trova al km. 107,702 della via
Casilina, fra Ceprano (che era pontificia) e Arce (mio paese, ex regnicolo).
Su tale linea di confine, che la storica inglese Georgina Masson ha definito
"la frontiera che è durata più a lungo in Europa", i compatrioti Antonio
Farinelli e Argentino D'Arpino, entrambi di Sora, hanno dato alle stampe un
libro dal titolo "Testimoni di Pietra".
 Ricordatevi sempre di noi e non ci abbandonate in mano ai ciociari!!!
Ferdinando Corradini
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