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Home arrow Le tue lettere arrow Le tue lettere arrow Sua Altezza Reale il Principe ereditario Carlo - Lumiere ad Alessandro

Sua Altezza Reale il Principe ereditario Carlo - Lumiere ad Alessandro PDF Stampa E-mail

caro Alessandro, sinceramente, al di la di proclami acclamatori per la partecipazione attiva di Sua Altezza Reale il Principe ereditario Carlo, da me certamente condivisi nello spirito della tua lettera sincera, ancor più chiaramente affermo che se Ella, S.A.R., un giorno vorrà determinare una qualsiasi azione atta a rendere facilmente visibile e tangibile al popolo duosiciliano la Sua presenza per il riscatto e la dignità dell’ex Regno martoriato, mi troverebbe più che d’accordo e sarebbe anche ovvio ed evidente che saremmo tutti entusiasti, di sicuro noi del gruppo Neoborbonici e simpatizzanti.

 

Ma la mia breve, forse amena precedente riflessione voleva mantenersi sintetica ad un solo punto ed andare oltre "la giusta propaganda nell'affermazione corretta della verità storica". Mi chiedevo come mai non c’è una pubblica discesa in campo popolare duosiciliano da parte della Real Casa, una presenza evidente, visibile? Quale in questo senso il clima istituzionale nazionale italiano ed eventualmente internazionale che la circonda oggi? Quali i consensi di popolo? Legittimo chiederselo.

 

Tutto questo andando naturalmente nelle aspettative molto oltre le attività d’Ufficio segnalate nel sito ufficiale della Casa. Anche nell’eventualità di un’attività meno visibile o sotterranea ipoteticamente in corso che io, in mancanza di segnali percepibili forti, almeno spero già esistente.

 

E sono così entrato ovviamente nel campo delle congetture di carattere politico-diplomatico contemporanee.

Mi sono limitato all’essenza, chiudendo ad altre ed altre ancora possibili congetture.

 

Ed è chiaro che devi immaginare lo scenario politico di interessi e necessità diplomatiche. Campo tutt’ora aperto sicuramente dalla Real Casa non in conflitto allo stato italiano. E’ ragionevole e realistico pensarlo e verificarlo non in opposizione, ottimisticamente per studiata strategia. Sarebbe irragionevole il contrario, anche e specialmente se si mirasse all’estrema possibilità, l’indipendenza ed il legittimo riassetto del Nuovo Regno, che tra l’altro mi troverebbe sin da ora assolutamente favorevole anche nella sua forma più drastica.

 

Ma non dobbiamo dimenticare che ne io, ne te siamo portavoce di S.A.R. e che al di la di tuoi vitalistici imperativi su cosa S.A.R. deve o non deve fare, cosa irrealistica nei modi per non dire bonariamente irrispettosa, pur condividendo energicamente e fraternamente lo spirito che li anima, da soli li trovo inadeguati, non per questioni di forma, ma perchè semplicemente in questo caso allontanano dal mio piccolo interrogativo.

 

Quando tu dici: “Ma noi con i signori del Nord non abbiamo niente in comune anzi.”

Devi sapere che da napoletano comprendo pienamente e ben oltre condivido, specie dopo aver trascorso venticinque anni al Nord Italia, quanto noi siamo differenti da loro e quanto dovremmo stare a casa nostra indipendenti e loro con le mani lontane dalle nostre risorse di ogni tipo, sia economiche che umane. Volendo siamo anche cittadini del mondo, certamente, ma non al Nord Italia legati e da questi soggiogati come colonia.

 

Per andare al nocciolo, quando dico:

“Contrariamente, la presenza e partecipazione spontanea (della Real Casa) verrebbe vista dallo stato italiano e certamente dai più, più di metà Italia sicuramente come è ovvio prevedere, come un attentato all'unità del paese”,

non significa che io voglio così o che così sarebbe meglio, o peggio che non c’è niente da fare, ma analizzo vari fattori e constato la realtà, punto. Ci piace o no, siamo in una nazione che è composta da almeno la metà degli abitanti da cittadini non monarchici e parlo del centro-sinistra per intero così da visualizzare di che stiamo parlando, il quale è assolutamente contrario per dogma e per convinzione giacobina. Poi se ci riferiamo al “solo Sud” ed a noi questo interessa, a parte Napoli che è l’antica capitale e molti consensi trasversali possono essere trovati in tutti gli schieramenti esistenti, tutto il resto del territorio è fortemente minato dagli antimonarchici filo-giacobini che dimezzano pesantemente la nostra popolazione potenzialmente consenziente.

A questo aggiungi la frammentazione che trovi nella parte rimanente: Alleanza Nazionale è gerarchicamente condotta da Fini che è apertamente pro-savoia e per l’unità inviolabile dell’Italia. Forza Italia, sempre nelle alte sfere, pur essendo più trasversale è legata ai savoia per mano di molti. Questi due partiti sono realmente gestiti da settentrionali e questi se pensano al re pensano savoia. La Lega Nord invece è vera zona di trattative per noi. Tremonti è legato alla Lega e l’insignere, come ha fatto, a Presidente della Banca del Sud un’alta carica Reale, erede diretto del passato Regno Delle Due Sicilie è nelle strategie della Lega Nord di separarsi dal resto d’Italia o comunque di accentuare fortemente le differenze tra noi e loro. E bene ha fatto S.A.R. a condividerne la rotta. Ma la legislatura di un centro-destra comunque savoiardo è finita, se pur con “benefiche-venefiche” infiltrazioni padane anti-italiane.

 

E per finire nella mani di un centro sinistra che non avendo forza si impone anche con una nuova veste retorica e goffamente unitaria, celebrativa, guardando ai 150 anni di unità ed ai sessanta di repubblica come un inviolabile patrimonio comune da difendere anche con la vita di quei meridionali che numerosi militano nelle forze dell’ordine, salvo che non intervengano nelle loro piazze quando “saltano”. E’ la sinistra della “costituzione che non si tocca”. E più che mai sono conservatori ed arroccati e chiusi a slanci che accentuano differenze che non siano sovietizzazioni e normalizzazioni che tagliano le differenze in una chiave inciuciona da prima repubblica, posizionandosi sempre più su posizioni rigide ed immodificabili, anche perchè vuoti di valori futuri, vuoti di slancio, se non quel collante di potere che li serra forti a doppio filo con le banche, in una logica demagogicamente anticlericale e antiberlusconiana, pacifista da grandi venditori d’armi in Cina e in India e chissà dove.

 

Ma il mio non è pessimismo disfattista, anzi. Manifesto solo la mia opinione su realistiche difficoltà da aggirare, come una specie di ... “antimassoneria della massoneria”. Ma non sarò certo io a dover dir questo.

S.A.R. in tal senso si adopererà se lo riterrà opportuno, e farebbe cosa giusta.

 

In definitiva, anche quando concludo:

Inoltre, in un tale clima, giocando apertamente la Grande Casa rischierebbe di favorire proprio il savoia che rinfuocherebbe la difesa dell'unità, vincendo quasi sicuramente anche nel ex Regno Delle Due Sicilie.”

è un’affermazione sull’eventualità di una discesa in campo palesemente politica che è possibile ma potrebbe generare una reazione esplosiva che compatterebbe gli avversari. Può darsi ch'io mi sbagli. Ma, per quel che valgono le mie parole, auspicherei maggior prudenza e progressiva affermazione pubblica su altri terreni strategici che non subito quelli schiettamente politici. Farsi conoscere ed amare diffusamente prima dal proprio popolo.

 

Nel frattempo i Neoborbonici continueranno convinti nell’opera di divulgazione e ricerca della verità, condizione essenziale perchè qualcosa finalmente cambi.

 

un abbraccio

 

Lumiere

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