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Associazione culturale Neoborbonica
L'orgoglio di essere meridionali

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Fiction "Eravamo solo mille"- Salemi PDF Stampa E-mail
Già con precedente messaggio inviato all'indirizzo" portale rai",al termine della trasmissione della prima puntata del lavoro televisivo "Eravamo solo mille",avevo definito lo stesso come una farsa degna di un fotoromanzo.
E adesso a qualche ora dal termine della seconda e ,per grazia di Dio, ultima puntata ,confermo e ribadisco quel giudizio anche se a ben pensarci è un giudizio troppo benevolo,poichè trattasi di qualcosa di più di una situazione che cade nel ridicolo : è un lavoro quello , che cade nel tragico e cade nel tragico per le popolazioni meridionali .
Andiamo,come si fa a raccontare in quel modo un evento storico tanto importante e, se vogliamo,anche recente che ha segnato il destino di oltre la metà di questo stato chiamato Italia .E' quello l'evento che ha dato luogo alla questione meridionale :il Sud da stato indipendente,autonomo,libero,con proprie istituzioni,riconosciuto nel novero degli stati europei,con una economia solida,sostanzialmente esistente da 700 anni,con una operazione di vera e propria pirateria politico-militare iniziata con l'inganno e conclusa con la violenza,fu trasformato in provincia e provincia subordinata,di uno stato straniero per metà francese .
E si sa,si sa bene,benissimo che l'operazione fu promossa e organizzata da Francia e Inghilterra per loro privato interesse e null'altro e,per quanto riguarda l'Inghilterra per odio massonico alla cattolicità delle Due Sicilie e dei loro Sovrani .Certamente l 'opera fu favorita,e molto,dal partito dei liberali che,erede di movimenti politici costituzionali borghesi e scomposti e più che liberali libertari,per odio e avversione alla monarchia regnante sui demeriti della quale,sia detto per inciso,ci sono state ampie revisioni da parte di molti degli stessi rivoluzionari,non esitò ad inquinare tutta l'opinione pubblica e la stessa macchina dello stato consegnandolo interamente ad un sovrano straniero quale quel Vittorio Emanuele II che,sorretto,spalleggiato e guidato dal suo ottimo (per lui) primo ministro aveva cavalcato la tigre della rivoluzione ponendosi come garante di una unità politica di tutta la penisola.
L'unità fu fatta e fu fatta con la violenza e la sopraffazione ed il Sud in particolare fu trattato da terra di conquista :tutto gli fu tolto ed ancora è degli ultimi anni lo scippo dei suoi antichi gloriosi banchi quale quello di Napoli e quello di Sicilia.
E' questo chiaramente solo un accenno a quanto accadde,ma è certo che da allora la storia è stata raccontata in maniera incompleta e mendace.E non potevano i vincitori ed i loro collaborazionisti fare diversamente :per mantenere in piedi ciò che con l'inganno e la violenza era stato creato,dovevano per forza nascondere quanto c'era di buono del passato,infamare la memoria dei vinti,primi fra tutti i Sovrani,calunniando,calunbniando,calunniando .
E il lavoro televisivo in questione si pone su questa linea :funzionari civili e militari fedeli al giuramento sono fior di assassini,stupratori,torturatori,vigliacchi,incapaci,pronti alla fuga o tutto al più pronti al ripensamento e al passaggio di fronte,mentre per contrasto gli avversari,i rivoluzionari,quelli che erano sbarcati senza essere desiderati o chiamati se non da una minoranza,sono tutti uomini semplici,generosi,altruisti,valorosi,pronti al sacrificio.E se tra i borbonici (ma si sarebbe dovuto dire napoletani o duosiciliani)c'è qualcuno che sa usare le armi e ha intenzione di battersi e si batte per il proprio paese,questo è un assassino e un traditore di affetti familiari ,"il malamente",che poi merita morte ignominiosa.
Il manicheismo più spinto come sempre quando la storia ufficiale vuole rappresentare quel periodo :i cattivi tutti da un lato e i buoni dall'altro..
NON FU COSI' .LE DUE SICILIE  FURONO SCONFITTE SUL PIANO POLITICO E SUL PIANO MILITARE PER LA INDECISIONE DEI MASSIMI LIVELLI DIRIGENZIALI E PER IL TRADIMENTO (V.L'INQUINAMENTO DI CUI SI E' DETTO )DI CAPI MILITARI,MA QUEI SOLDATI CHE SONO STATI MOSTRATI IN FUGA DAVANTI AD AVVENTURIERI,A IDEALISTI O A SPREZZANTI UFFICIALOTTI PIEMONTESI,SI BATTERONO SEMPRE CON TANTO,TANTO VALORE .
Non si fa ,signori dirigenti Rai,direttori di rete,capi di settori di produzione o di altro,non si racconta così la storia : raccontata in tal modo serve ed è servita a far perdere ai meridionali la loro dignità,la loro identità e, in breve, l'orgoglio di essere meridionali.
Ciò dovrebbero comprenderlo sopratutto quei signori di cui sopra che sono meridionali,anche se sono al servizio di uno stato che dalla sua istituzione si regge su principi stabiliti in epoca savoiarda.
Il mio dire è stato lungo,ma si deve pur raccontare quali sono i presupposti su cui è stato imbastito il romanzo in questione e la preghiera che va a tutti i Direttori è  quella di pubblicare questo mio scritto e quello degli altri compatrioti,affinchè si possa,a pari condizione, diffondere anche la nostra verità,dando voce agli eredi dei vinti.
Grazie    Giuovanni Salemi  
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