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Messaggio inviato a Rai 3 : Bocca PDF Stampa E-mail

Spett. RAI 3.

Ho appena assistito all’ultima parte dell’intervista di Fabio Fazio a Giorgio Bocca, nella trasmissione Che tempo che fa.

In essa, ad un certo punto, l’autore de L’inferno.Profondo Sud, male oscuro afferma che : << Napoli è una città decomposta da migliaia di anni, non da poco>>.

Certo: ognuno è libero di dire ciò che pensa, anche Bocca, ma le affermazioni fatte non dovrebbero peccare di superficialità e presunzione… altrimenti meglio è guardarsi un reality oppure migrare su una trasmissione satellitare in cerca di ippopotami a spasso per la savana.

Mi piace, comunque, ricordare al signor Bocca che Napoli non era decomposta, almeno fino a 146 anni fa. La Napoli borbonica, infatti, vantava numerosi primati poi immolati sull’altare di un’unità non richiesta.

Primo telegrafo elettrico d’Italia (inaugurato il 31 luglio 1852): collegava Napoli, Caserta, Capua e Gaeta.

Prima ferrovia d’Italia: Napoli-Portici, 1839.

Prima città italiana con illuminazione a gas: Napoli (1840), terza in Europa dopo Londra e Parigi.

Prima città italiana a realizzare un esperimento di illuminazione elettrica: Napoli, nel 1852.

Prima città italiana a dotarsi di un corpo dei vigili del fuoco: Napoli borbonica.

Napoli vantava un’università sin dal 1224 quando ne fu dotata da Federico II (per inciso la prima università milanese, il Politecnico, fu fondata nel 1863!)

Le case editrici napoletane, al tempo di Ferdinando II di Borbone, pubblicavano il 55% di tutti libri editi in Italia.

La prima cattedra al mondo di Economia politica fu istituita a Napoli da Antonio Genovesi nel 1754...

…mentre è del 1774, ad opera di Gaetano Filangieri, l’istituto della motivazione delle sentenze.

Primo osservatorio sismologico italiano? Quello Vesuviano, 1841!

E "napoletano", ma "solo" come Cultura e Civiltà, in quanto posizionato ad Aversa, nell’interland, diremmo oggi, della Capiatale, fu il primo nosocomio italiano destinato ai malati di mente nel quale si ebbe, più tardi e per la prima volta in Europa, la liberazione dai ceppi dei malati stessi.

Primo teatro lirico d’Europa: il San Carlo, inaugurato nel 1737 ovvero 41 anni prima della Scala e 51 prima della Fenice di Venezia!

La Napoli borbonica vantava, ogni sera, spettacoli in circa 15 teatri …mentre la Milano della stessa epoca, non tutte le sere poteva vantare almeno un teatro aperto.

Primo bacino italiano di carenaggio in muratura: nell’Arsenale – Cantiere di Napoli (da notare che, ad unità avvenuta, fu chiuso e gentilmente ricostruito al Nord …).

Prima cattedra di Astronomia italiana? Napoli (1735), docente Pietro De Martino.

Primo museo mineralogico del mondo? Napoli, 1801.

Primo Osservatorio astronomico italiano? Capodimonte, Napoli 1819.

Prima locomotiva a vapore costruita in Italia? A Pietrarsa, alle porte di Napoli, nel 1841.

La prima città italiana a dotarsi di quello che oggi definiremmo piano regolatore? La Napoli borbonica.

La città italiana del XIX secolo con il più alto numero di conservatori? Napoli.

La città italiana del XIX secolo con il più alto numero di tipografie? Napoli, con 113 tipografie.

Si potrebbe continuare ancora a lungo ma basti ricordare a Bocca ciò che scriveva Stendhal: "Napoli è l’unica capitale d’Italia, tutte le altre grandi città sono delle Lione rafforzate"; ma anche quello che scriveva Melville, sempre a proposito di Napoli <<...la città più allegra del mondo, scintillante di carrozze, quasi non riesco a distinguerla da Broadway, la vera libertà consiste nell’essere liberi dagli affanni ed il popolo pare veramente aver concluso un armistizio con l’ansia e suoi derivati >> (Hermann Melville, Napoli al tempo di re Bomba, Princeton, 1855).

Ecco: dovrebbe bastare questo per far capire al Nostro che ha torto. Non se ne convincerebbe mai? Beh, forse … data l’età veneranda. Ma allora potemmo ricordargli quanto scriveva Gaetano Salvemini nel 1900: << Se dall’unità d’Italia il Mezzogiorno è stato rovinato, Napoli è stata addirittura assassinata…è caduta in una crisi che ha tolto il pane a migliaia e migliaia di persone >> . Lo storico universitario, fondatore de l’unità, merita rispetto, anche da parte di Bocca e, quindi, non si può non concludere che, siccome è difficile assassinare ciò che è già …decomposto (per dirla con Bocca) se ne desume che aveva ragione Stendhal e torto Bocca!

Diversamente ci tornerebbero prepotentemente alla memoria le parole di Goncourt a proposito de … "le menti mediocri che giudicano l’ieri da quello che è l’oggi".

Una postilla: è vero, per dirla col conduttore Fazio, che "…la schiettezza è un valore irrinunciabile". Ma la Verità lo è ancora di più.

Cordiali saluti

Dr. Fiorentino Bevilacqua

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