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Home arrow Real Esercito arrow I Reggimenti Borbonici delle Due Sicilie arrow 13° Reggimento 'Lucania'

13° Reggimento 'Lucania' PDF Stampa E-mail

Gennaio 1860: Comanda il reggimento il colonnello Floriano Jauch.

Aprile 1860: Il reggimento è di stanza a Trapani. Ai primi del mese scoppia una piccola rivolta di poche decine di ribelli nella città ed il comandante invece di fare mantenere l'ordine chiude nel castello la truppa. Il 10 giunge una colonna comandata dal generale Letizia che disarma i rivoltosi e pone agli arresti Jauch. Questi finirà processato e passato alla terza classe.

Maggio 1860: Il reggimento è trasferito a Messina e viene affidato al colonnello Antonio De Torrebruna, anche quest'ultimo non mantiene la disciplina comportandosi da pusillanime e viene esonerato nell'agosto del 1860.

Agosto 1860: Inizialmente destinati a far parte della brigata Marra in Calabria, per il suo cattivo contegno militare, viene trasferito nelle Puglie alla brigata Bonanno e viene affidato al colonnello Trigona richiamato al servizio del ruolo sedentaneo.

Settembre 1860: Il reggimento si scioglie ad Ariano con tutta la brigata Bonanno, il colonnello con la bandiera e poche decine di uomini raggiunge Capua dove si aggiungeranno volontariamente molti ufficiali e soldati sbandati che a mano a mano vennero accantonati a Roccaromana con le altre frazioni. Il 19 furono attaccati da forze garidaldesche comandate dallo Csudafy e si batterono con valore guidati dal capitano Guglielmo. Si distinsero e si riscattarono dopo i lunghi mesi di frustrazioni legati alla vigliaccheria di chi doveva condurli alla pugna ed invece si era dato a gambe levate.

I sodati che diedero un fulgido esempio di abnegazione ed onore furono tanti fra i quali gli alfieri Dioguardi, De Filippis e Del Giudice, rimase ferito il capitano Principe che morirà all'ospedale di Gaeta il 6 ottobre .

Ottobre 1860: Le frazioni del reggimento al comando del tenente colonnello Musso partecipano nella colonna Ruiz alla marcia su Caserta. Combatterono eroicamente nella giornata del 2 ottobre, immolandosi in molti sul campo di battaglia, i resti del reggimento furono presi prigionieri alla fine dello scontro.

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