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Il sistema dei Siti Reali borbonici in Campania. PDF Stampa E-mail

Il sistema dei Siti Reali borbonici in Campania.

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Una proposta di marketing territoriale per la riqualificazione del cratere degli Astroni.

?AnnoUniversit??Relatore?Facolt?
2001-02 Universit? degli Studi di Napoli - Federico II Fumo Marina Petroncelli ElviraIngegneria

Corso: Ingegneria Edile

In Italia la prassi consolidata ed ancora oggi applicata nella maggior parte degli interventi di restauro e recupero degli edifici segue generalmente lo schema ciclico (e dunque ?infinito?):
restauro->"museificazione"->degrado->intervento pubblico->restauro...
La nuova strada da percorrere prescinde dallo sporadico ed improduttivo intervento del pubblico e fa si che mettendo in gioco risorse ed interessi privati, il recupero sia inteso come un?operazione culturale e finanziaria, finalizzata alla gestione economica del bene stesso, anche in termini di sviluppo occupazionale ed imprenditoriale. La gestione ? l?elemento critico della conservazione: solo una buona gestione ? la garanzia per la conservazione, in quanto, oltre che innesco per il recupero, evita il degrado del bene (culturale, storico ed ambientale) nel tempo:
restauro->conservazione e valorizzazione->sviluppo attivit? economiche->salvaguardia del bene->capitale privato nel restauro->gestione del bene "risorsa".
Si tratta in sostanza di mettere a reddito la cultura, senza avere eccessivi timori al riguardo, lasciando inesorabilmente alle spalle anni di un elitario conservatorismo culturale e di contemporanea incuria, degrado ed abbandono; bisogna considerare l?ineguagliabile patrimonio artistico ed ambientale italiano come un valore che va sicuramente difeso, ma anche e soprattutto incrementato e valorizzato.

I Siti Reali borbonici sono il frutto di una politica attenta e lungimirante, che perseguiva molteplici obiettivi; il pi? rilevante dal punto di vista socio-economico, era la realizzazione di centri di sviluppo estesi a tutto il Regno di Napoli.
Essi hanno delle caratteristiche fondamentali tali da renderli un ideale campo per le nostre sperimentazioni in quanto rappresentano un patrimonio culturale ed ambientale di notevole pregio diffuso capillarmente su buona parte del territorio campano, ma spesso male utilizzato se non abbandonato; la particolare bellezza e la notevole estensione di alcuni di essi mette in risalto il contrasto tra le opportunit? offerte e l?attuale infruttuosit?.
Alla luce di ci?, nostro obiettivo, oltre che la individuazione di tali Siti, dei quali oggi rimane testimonianza, ? quello di assegnare loro una nuova vitalit?, restituendo la passata funzione di motori per lo sviluppo del territorio.

Il laboratorio sperimentale di laurea, basandosi su tali principi, ha elaborato un modello di sviluppo territoriale tale da creare i presupposti economici, sociali e culturali, affinch? si abbia l?effettivo recupero dei Siti Reali Borbonici, e dei beni culturali in genere; la sostenibilit? del processo di sviluppo, attraverso inziative imprenditoriali di tipo turistico legate principalmente alla valorizzazione delle risorse ambientali e culturali, rende possibile l?applicabilit? del modello.

RECUPERO PRODOTTO TURISTICO

Si ? quindi elaborato un primo modello di sviluppo territoriale a livello regionale che possa rilanciare il Sistema dei Siti Reali borbonici, coordinare tra loro i vari prodotti turistici ad essi legati ed innescare il processo di sviluppo con la formazione di progetti pilota. Successivamente, si ? studiato un modello di formazione del prodotto turistico in un ambito territoriale locale. A tale riguardo si dimostra l?importanza del coinvolgimento e della presa di coscienza delle risorse del territorio da parte della popolazione locale, intesa come associazioni ed abitanti, per la creazione e il successo del prodotto turistico, raggiungibile attraverso l?attivazione e la diffusione sul territorio di centri culturali e di educazione ambientale. L?applicazione del modello per la creazione di un prodotto nei Campi Flegrei, anche come progetto pilota, permette di affermare la validit? dello stesso.

Il laboratorio sperimentale di laurea ha trattato, in tale ottica, il Sito Reale del Cratere degli Astroni.
La sua originaria destinazione a riserva di caccia, zona praticamente (o meglio evidentemente) non antropizzata, unitamente all?attuale condizione di Riserva Naturale (Oasi), individua comuni e vari denominatori, alla cui base si pone il progetto di ?recupero e riqualificazione? dei manufatti edilizi in essi esistenti. La naturale destinazione sotto tutti questi punti di vista, ? pertanto quella di centro di educazione ambientale.

La molteplicit? degli aspetti trattati ha comportato la suddivisione del lavoro in quattro parti distinte tra loro comunque connesse.

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