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L'orgoglio di essere meridionali

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Risorgimento



Jose' Borjes - Istruzioni ricevute PDF Stampa E-mail

Avrebbe dovuto riconquistare il Regno

Josè Borgès, catalano, nelle guerre civili del suo paese erasi acquistato fama di coraggioso, di audace, di energico. Il suo passato non si riferisce al mio racconto, ed io lo lascio ai biografi. Importa soltanto sapere che esso fu arruolato in Francia dai Comitati borbonici. Ecco il testo delle istruzioni che ricevè dal generale Clary. Ho avuto nelle mie mani una copia di questo documento trovato fra le carte stesse di Borgès. L'originale scritto in francese, e sottoscritto dal generale borbonico, trovasi oggi a Torino nell'archivio del ministero degli affari esteri. Lo traduco letteralmente.

ISTRUZIONI AL GENERALE BORGE'S

All'oggetto di animare e proteggere i popoli delle Due Sicilie traditi del governo piemontese che li ha oppressi e disingannati .

Per secondare gli sforzi di questi popoli generosi che richiedono il loro legittimo Sovrano e padre; Per impedire l'effusione di sangue dirigendo il moto nazionale; Per impedire le vendette private che potrebbero condurre a funeste conseguenze; Il signor generale Borgès si recherà nelle Calabrie per proclamarvi l'autorità del legittimo re Francesco II. In conseguenza osserverà le istruzioni seguenti, bene inteso, che le modificherà secondo le circostanze e la prudenza, perchè è impossibile stabilire regole fisse, ma soltanto i principii generali che determineranno la sua condotta.

1. Dopo aver riunito il maggior numero di uomini che potrà in ragione dei mezzi che gli verranno forniti, il signor generale s'imbarcherà per rendersi a un punto di sbarco sulle coste di Calabria, che possa offrire minori pericoli ed ostacoli.

2. Appena egli si sarà impadronito di qualsiasi luogo e dopo aver preso le precauzioni militari più adatte, vi stabilirà il potere militare di Francesco II colla sua bandiera. Nominerà il sindaco, gli aggiunti, i decurioni e la guardia civica. Sceglierà sempre uomini di una completa devozione al Re e alla Religione, prendendo cura speciale di evitare gli individui, che sotto le apparenze di devozione, non vogliono che soddisfare ai loro odii e alle loro vendette private; cosa che in tutti i tempi ha meritato la speciale attenzione del governo, attesa la fierezza di quelle popolazioni.

3. Il generale proclamerà il ritorno alle bandiere di tutti i soldati, che non hanno ancora compiuto il termine di servizio, e di coloro che vorranno volontari servire il loro amatissimo sovrano e padre. Avrà cura di dividere i soldati in due categorie: 1 quelli che appartenevano ai battaglioni dei Cacciatori; 2 quelli dei reggimenti di linea e d'altri corpi. Aumentando il loro numero, formerà i quadri delle armi diverse, artiglieria, zappatori, infanteria di linea, gendarmeria e cavalleria. Avrà cura di non ammettere antichi officiali, in proposito de' quali riceverà ordini speciali. Darà il comando de' diversi corpi agli officiali stranieri che l'accompagnano; sceglierà un officiale onesto e capace, che sarà il Commissario di guerra, e successivamente officiali amministrativi e sanitari. Il generale Clary invierà poco a poco delle guide di Borbone, che, sebbene armate di carabina, serviranno da officiali d'ordinanza e di stato maggiore. I battaglioni saranno di quattro compagnie; aumentando le forze, verranno portate a Otto. L'organamento definitivo di questo corpo sarà stabilito da S.M. il Re. I battaglioni prederanno i seguenti nomi: 1 Re Francesco; 2 Maria-Sofia; 3 Principe Luigi; 4 Principe Alfonso. La loro uniforme sarà simile al modello che invierà il Generale Clary.

4. Appena egli avrà una forza sufficiente, comincerà le operazioni militari.

5. Avendo per scopo la sommissione delle Calabrie, questo fine sarà raggiunto quando esse saranno assoggettate. il generale Borgès farà noto al generale Clary tutti i suoi movimenti, i paesi che avrà occupato militarmente, le nomine dei funzionari da lui fatte in modo provvisorio, riservandone l'approvazione, la modificazione e il cambiamento alla sanzione reale.

6. Non nominerà i governatori delle province, perchè S.M. per mezzo del generale Clary invierà le persone che debbono sostenere questi alti uffici. Il generale si darà cura di ristabilire i tribunali ordinari, escludendo coloro che senza dare la loro dimissione son passati al servizio dell'usurpatore. Il generale Borgès potrà far versare nella cassa della sua armata tutte le somme di cui avrà bisogno, redigendo ogni volta de' processi verbali regolari. Si servirà di preferenza: l delle casse pubbliche; 2 dei beni de' corpi morali; 3 dei proprietari che hanno favorito l'usurpatore.

7. Farà un proclama, del quale manderà copia al generale Clary, e prometterà in nome del Re un'amnistia generale a tutti i delitti politici. Quanto ai reati comuni, saranno deferiti ai tribunali. Farà intendere che ognuno è libero di pensare come più gli piace, purchè non cospiri contro l'autorità del Re e contro la dinastia. Un proclama stampato sarà inviato dal generale Clary per esser pubblicato appena sbarcherà in Calabria.

8. All'oggetto di evitare la confusione e gli ordini dubbi, resta in massima stabilito che il generale Borgès e tutti coloro che dipendono da lui, non obbediranno che agli ordini del generale Clary, anche quando altri si facessero forti di ordini del Re. Questi ordini non gli giungeranno che per mezzo del generale Clary. Gli ordini che il generale e i suoi sottoposti non dovranno seguire, anche provenienti dal generale Clary, sono soltanto quelli che tenderebbero a violare i diritti del nostro augusto Sovrano e della nostra augusta Sovrana e della loro dinastia. In questi tempi al primo splendido successo, il generale Borg?s si vedr? circondato da generali e da officiali che vorranno servirlo; egli li terrà tutti lontani, perchè S. M. gli manderà gli officiali che essa stimerà degni di tornare sotto le bandiere.

9. In Calabria debbono esservi molte migliaia di fucili, e di munizioni. Il generale Borgès li farà restituire immediatamente al deposito di Monteleone; e punirà severamente ogni individuo che non ne facesse consegna dentro un breve spazio di tempo. La fonderia di Mongiana, le fabbriche d'armi di Stilo e della Serra saranno immediatamente poste in attività.

10. Il signore generale Borges farà le proposizioni per gli avanzamenti e le decorazioni per gli individui, che più si distingueranno nella campagna.

11. Avrà i più grandi riguardi per i prigionieri, ma non darà ad essi libertà, nè lascierà liberi gli officiali sotto la loro parola. Se un individuo commette insolenze o offende i prigionieri nemici, sarà giudicato da un Consiglio di guerra subitaneo e immediatamente fucilato. Il signor generale Borgès non ammetterà scuse in questo proposito; pure di fronte ai Piemontesi userà del diritto di rappresaglia.

12. Di ogni modificazione che l'urgenza e le circostanze renderanno necessaria alle presenti istruzioni sarà reso conto al generale Clary.

Marsiglia, 5 luglio 1861.

G. CLARY

PS. - G. CLARY

(Marc Monnier: Notizie storiche sul brigantaggio nelle provincie napoletane, Firenze 1862).

Non appena avrete riunita la vostra gente a Marsiglia o altrove, e sarete pronto ad imbarcare in ordine alle relazioni e all'aiuto de' nostri amici di Marsiglia, voi mi scriverete per telegrafo a Roma, posto che io mi ci trovi sempre, ne' seguenti termini: Langlois, Via della Croce, 2. Giuseppina gode sanità, si rimette parte del giorno .

E Marcianise si ribello' a Garibaldi PDF Stampa E-mail

E Marcianise si ribello' a Garibaldi

Da IL MATTINO ed.Caserta del 30 ottobre 2005

La reazione filoborbonica sfociata nel "brigantaggio" fu sedata con la fucilazione di due capi plebe sotto le mura del cimitero.

Particolari inediti scoperti da Michele Lener sulla rivolta del settembre 1860

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Fenestrelle PDF Stampa E-mail

La fortezza di Fenestrelle è stata sempre adibita a carcere per prigionieri politici di qualsiasi tipo da parte del regno Sabaudo, ma l'evento per cui si è tristemente distinta è stato quello della prigionia (sarebbe meglio dire DEPORTAZIONE) di centinaia di migliaia di soldati del Regno delle Due Sicilie, all'indomani della cosiddetta unità d'Italia, che si tramutò in uno degli atti più aberranti contro dei prigionieri che siano mai stati registrati nella Storia.

Quanti di voi sapevano di questo evento? Ve lo dico io:nessuno. Il tutto è stato messo deliberatamente a tacere. Dopotutto loro sono i buoni, noi siamo solo Meridionali....

Ma purtroppo per loro, ho intenzione di parlarvi dettagliatamente di questa carneficina: certo non servirà a molto, ma se anche una o due persone in più sapranno di quanto è successo, di sicuro sarà per me un grande risultato.

Andiamo con ordine:

1860, le truppe piemontesi e garibaldine hanno occupato il meridione dando fine alla guerra e iniziando lo sterminio dei nostri partigiani (i "Briganti") e iniziando a depredare il nostro territorio delle sue risorse. Il fato dei soldati dell' ex esercito delle Due Sicilie è apparentemente incerto: come è di consuetudine in tutte le guerre, essi alla fine delle ostilità avrebbero dovuto essere liberati e rimandati alle famiglie, ma ciò che sta avvenendo non è affatto questo.

Decine di migliaia di soldati vengono caricati nelle navi a mò di animali, in condizioni igieniche precarie e, pigiati l'uno contro l'altro, vengono fatti sbarcare a Genova. Qui vengono indirizzati ai campi di detenzione dove vengono nutriti a stento con una brodaglia e un pò di pane nero e dove sono costretti a subire i peggiori maltrattamenti e le peggiori sevizie. In dieci anni ben 40.000 soldati Duosiciliani morirono di fame, di stenti e di malattia nelle "prigioni" Sabaude.

Ma questo è nulla rispetto a ciò che accadde a Fenestrelle (di cui sopra ne è raffigurata una parte): questa antica fortezza era destinata ad ospitare gli ufficiali e i sottufficiali dell'Esercito Borbonico, e questi uomini, che si rifiutarono per tutto il resto della loro vita di dichiarare fedeltà alla nuova "Italia",furono trattati in modo talmente disumano che le SS a confronto sembrano la Caritas.

Ai piedi dei prigionieri venivano legate delle palle di ferro del peso di 16kg(provate a camminare con le cavigliere, che peseranno massimo un kg o due, e poi mi direte... pensate cosa poteva essere questa palla di ferro), venivano fatti dormire all'addiaccio senza coperte o senza indumenti (non dimentichiamoci che Fenestrelle è in Piemonte)e venivano deliberatamente affamati e percossi dai carcerieri. Alla morte di un prigioniero (la cui vita media non superava i tre mesi all'interno della fortezza) il corpo veniva disciolto nella calce viva e i resti venivano gettati senza tanti complimenti dove capitava. Non una tomba, non una lapide, nemmeno una croce su cui i familiari potessero piangere.

Nulla.

A 140 anni da questa immane tragedia, soltanto qualche associazione di neoborbonici ricorda l'evento, mentre la stragrande maggioranza degli Italiani vede ancora Garibaldi come un eroe alla Superman e i Piemontesi come i liberatori della Penisola. Credo che questi poveri uomini, se fossero ancora vivi, la penserebbero diversamente, voi che dite?

Uno scorcio delle "suites" del lager destinate ai soldati. In locali come questi i soldati piemontesi gettavano i cadaveri dei defunti nella calce viva per distruggere i corpi

Scomunica di Pio IX ai savoia PDF Stampa E-mail

SCOMUNICA MAGGIORE AI SAVOIA

Lanciata dal Sommo Pontefice Pio IX il 26 Marzo del 1860.


Dichiaro che tutti coloro, i quali hanno perpetrata la nefanda ribellione nelle provincie dello Stato Pontificio, e la loro usurpazione, occupazione ed invasione ed altre cose simili, di cui ho fatto querela nelle mentovate Allocuzioni, oppure hanno commesso alcuni tali cose, come pure i loro mandanti, fautori, aiutatori, consiglieri, aderenti o altri quali si siano, che hanno procurato sotto qualsiasi pretesto e in qualsivoglia modo l'esecuzione delle cose predette, ovvero le hanno per sè medesimi eseguite, hanno incorso LA SCOMUNICA MAGGIORE, e le altre CENSURE e pene ecclesiastiche inflitte dai Sacri Canoni, dalle Costituzioni apostoliche, e dai decreti dei Concili Generali, e se fa bisogno di bel nuovo li Scomunico ed Anatematizzo.

Parimente dichiaro, aver essi con ciò stesso incorso egualmente le pene della perdita di tutti e di qualunque siansi i privilegi, grazie ed indulti loro in qualsivoglia modo concessi dai Romani Pontefici Miei predecessori; e non poter eglino essere assolti e liberati da siffatte censure DA NESSUNO; ed inoltre esser eglino inabili ed incapaci di conseguire il beneficio dell'assoluzione, fino a tanto che non abbiano pubblicamente ritrattato, rivocato, cassato ed abolito tutti gli attentati in qualsivoglia modo commessi, e reintegrata ogni cosa pienamente ed efficacemente nello stato di prima, o prestata in altra maniera la dovuta e condegna soddisfazione nelle cose predette alla Chiesa e a questa Santa Sede, ma che sempre saranno e sono a tali cose obbligati, affine di potere conseguire il beneficio dell'assoluzione.

Comando che copie delle stesse lettere anche stampate e sottoscritte dalla mano di qualche pubblico Notaio, e munite del sigillo di qualunque persona costituita di dignità ecclesiastica, si presti la fede medesima in tutti i luoghi ed in TUTTE LE NAZIONI, tanto in giudizio, quanto fuori di esso, quale si presterebbe ad esse presenti, se fossero esibite o mostrate.

Dato in Roma presso S. Pietro sotto l'anello del Pescatore il giorno 26 Marzo del 1860 del Pontificato l'anno decimoquarto.

Pio Papa IX

Perchè divennero "briganti" PDF Stampa E-mail

Gaeta, 26 maggio 2001

Perchè divennero "briganti"

Gennaro De Crescenzo

"Merito la morte perchè sono stato assai crudele contro parecchi che mi caddero tra le mani; ma merito anche pietà e perdono perchè contro mia indole mi hanno spinto al delitto. Ero sergente di Francesco II e ritornato a casa come sbandato mi si tolse il brevetto, mi si lacerò l'uniforme, mi si sputò sul viso e poi non mi si diede più un momento di pace facendomi soffrire sempre ingiurie e maltrattamenti: si cercò pure di disonorarmi una sorella, laonde accecato dalla rabbia e dalla vergogna non vidi altra via di vendetta che quella dei boschi, e così per colpa di pochi divenni crudele e feroce contro di tutti ma io sarei vissuto, se mi avessero lasciato in pace. Ora io muoio rassegnato, e Dio vi liberi dalla mia sventura" (1).

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